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Formaldeide: in quartiere paura, rabbia e polemiche

di Alfonso Scibona
Formaldeide: in quartiere paura, rabbia e polemiche

Il comitato: «Dove erano quelli che a Villa Fiorita avrebbero dovuto controllare e garantire la regolarità dei lavori? Chi assicura che non ci siano rischi in zona?»

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«Dov'erano tutti coloro che avrebbero dovuto controllare i lavori quando sono stati eseguiti? Siamo certi che la formaldeide non è un pericolo anche per coloro che abitano a pochi metri dalla ex casa di cura Villa Fiorita? Devono essere presi provvedimenti chiari e alla luce del sole, solo così sarà possibile avere certezze che al momento sono solo una montagna di dubbi».

A parlare così i rappresentanti del comitato di quartiere che da anni in assoluto volontariato curano il parco che c'è di fronte alla ex casa di cura, oggi sede del distretto sanitario, al centro della vicenda di dispersione di formaldeide, con tutte le nocive conseguenze per le persone.

«Il danno che è stato fatto - dice la responsabile del comitato - è anche figlio della spesa bassa di cui i vertici dell'Usl si sono vantati, quando avevano detto di aver speso solo 2 milioni di euro? Risparmiare in questo caso ha significato usare materiali scadenti? Dove sono gli ingegneri che avevano di controllare i lavori? Noi vogliamo Villa Fiorita come era prima di essere rovinata e che siano tutelati soprattutto i fruitori della struttura ma anche tutti coloro che abitano nelle vicinanze».

La paura che vi possano essere ricadute anche nell'ambiente circostante comincia a fare capolino tra gli abitanti, che ne parlano sempre con maggior insistenza.

«Abbiamo fatto tanto per questa zona - dice uno di essi - ripulendola sia dal punto di vista del decoro urbano e dei rifiuti ma anche dal punto di vista della sicurezza. Abbiamo ingaggiato una lunga lotta contro chi sporcava il parco e spacciatori e abbiamo vinto. Tutto questo solo con la nostra caparbietà. Eravamo tranquilli fino a quando non è arrivata la notizia che sarebbe stato trasferito a Villa Fiorita il distretto e con questo anche il Sert e temevamo un passo indietro. Così non era stato fino a quando non sono emersi i problemi del formaldeide, la ricaduta sulle persone, sui dipendenti in particolare, costretti a stare negli uffici e ambulatori per ore. Serve un impegno serio da parte di chi comanda per dare serie garanzie per il futuro».

Il dubbio e l'incertezza sono all'ordine del giorno ed i responsabili del comitato del parco se ne fanno ancora portavoce.

«Abbiamo sempre collaborato con enti superiori, che avevano la responsabilità del territorio - dice ancora la coordinatrice del comitato - siano essi sindaci, vertici delle forze dell'ordine e addirittura il prefetto, con il quale abbiamo avuto un contatto diretto. Anche stavolta ci rivolgiamo a costoro perché si vigili su quanto verrà fatto affinché non vi siano altre ombre sul futuro della struttura».

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