Gazzetta di Modena

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Corradini: minacce di morte al creditore

di Carlo Gregori
Corradini: minacce di morte al creditore

Ex titolare della Termosanitaria accusato di bancarotta: concordato verso la revoca. S’indaga su “avviso” all’agente Daikin

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«Ti bruciamo la casa a nome di tutti i dipendenti della Termosanitaria Corradini». Questo il terrificante annuncio trovato il 22 aprile dall’agente modenese della Daikin davanti alla sua casa a Nonantola. Lo ha portato ai carabinieri che hanno avviato un’indagine specifica che si aggiunge al dossier sullo stato di dissesto e le ipotesi di bancarotta fraudolenta e e insolvenza fraudolenta continuata delle quali è accusato l’ex amministratore, M.R. di Padova.

Sull’ex rappresentante legale, fino al novembre 2013, di quello che era un colosso del settore termosanitario con sede a Modena è infatti in corso un procedimento penale seguito dal pm Francesca Graziano e dalle “fiamme gialle” di Modena che vede come parte offesa proprio la Daikin Italia, multinazionale dei condizionatori. E ad essere preso di mira - del tutto ingiustamente, a quanto risulta - è stato proprio l’agente modenese della Daikin, dato che gli si attribuisce la causa del dissesto della Corradini, quando la Daikin sostiene di essere creditrice per milioni.

Non solo: proprio mentre ai carabinieri veniva consegnato il messaggio di morte, la Corte d’Appello di Bologna aveva appena finito di valutare negativamente la condotta della Corradini sia prima che durante la proceduta del concordato preventivo e ha così revocato il decreto con il quale il Tribunale di Modena aveva omologato il concordato preventivo proposto dall’azienda nonostante il parere contrario del pm.

Infine, il pm Graziano ha ora predisposto un decreto di perquisizione nelle sedi di Rimini, Bologna Arcoveggio e Parma e in tutti gli stabili vicini, oltre al sequestro di tutti i sistemi informativi e telematici pertinenti alla azienda.

In particolare, la Procura e la guardia di finanza contestano all’ex rappresentante legale gravi irregolarità nei bilanci 2010 e 2011 e in particolare i crediti esigibili e le rimanenze. Si parla di cifre ingenti di svariati milioni che secondo gli investigatori non troverebbero però rispondenza concreta e che hanno prodotto anche false indicazioni sulla situazione economica e patrimoniale per l’ammissione al concordato.

La seconda ipotesi di accusa dell’indagine in corso riguarda invece l’ordine apparecchi Daikin per svariati milioni di euro, fatto quando il management della Corradini di quegli anni, dice l’accusa, non poteva non sapere di essere sprofondato in una crisi e quindi della difficoltà di saldare i debiti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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