«Lavoratori del sisma, presi per aiutare i paesi»
L’assessore Palma Costi: «I 60 milioni servono anche per pagare il loro impegno «I bandi si vincono e si perdono, ma sono regolari e la politica non c’entra»
Sessanta milioni per i lavoratori interinali assunti nei Comuni, Regione e profetture per affrontare l’emergenza post-sisma. Palma Costi, assessore alle Attività produttive, puntualizza, attraverso una nota inviata alla Gazzetta, le finalità di reclutamento del personale citate in un nostro articolo.
«Per affrontare l'immane lavoro della ricostruzione e le migliaia e migliaia di pratiche piovute sui Comuni e sul commissario, il personale non era sufficiente. Ci sono sempre problemi e, concedo, magari anche errori quando si intraprende una strada nuova (ricordiamo sempre che non c'era una legge e le norme sono state costruite in Emilia-Romagna). Quel personale è stato reclutato attraverso gare che ci hanno consentito di comprare un servizio. E le gare si vincono e si perdono. Ma nessuna delle tre gare - le prime due vinte da Obiettivo Lavoro, la terza da Manpower - è stata, ad oggi, contestata e impugnata da chi ha perso. I “malumori” sono rimasti chiacchiericcio anonimo.
I costi coprono solo la selezione e la formazione (un “business da 60 milioni” è stato scritto). Il servizio comprende tutto, dunque anche il costo (lordo) del lavoro, ovvero lo stipendio del personale. Dalla fine del 20 12 ad oggi, le risorse delle prime due gare hanno riguardato a pieno regime oltre 600 lavoratori impiegati nei Comuni, nelle Prefetture e nella struttura del Commissario. I 30 milioni dell'ultima gara andranno a coprire i prossimi due anni.
Si scrive che i lavoratori interinali sarebbero diventati dalla sera alla mattina dipendenti pubblici a tempo indeterminato senza dover superare un concorso. Non è così. Erano e sono lavoratori assunti da Obiettivo Lavoro, che può impiegarli altrove alla scadenza del contratto con il Commissario. Per garantire continuità alle attività dei Comuni, delle prefetture e della struttura commissariale sono in corso valutazioni con la nuova società aggiudicataria affinché si faccia carico delle stesse persone che già stanno lavorando e che per quello sono state formate. Ma quei lavoratori resteranno sempre dipendenti della società che si è aggiudicata l'appalto, in questo caso la multinazionale di lavoro interinale Manpower.
Più grave l' illazione suggerita dall'anonimato dei corridoi. Il fatto che tra i soci fondatori di Obiettivo Lavoro - ora spa - ci fossero le cooperative e la Compagnia delle opere non autorizza nessuno a trarre la conseguenza che la politica si sarebbe “spartita l’affare”. Qui siamo alla diffamazione».
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