Legacoop: «Il rinnovamento va sostenuto»
Il senatore Giovanardi: «Serve un commissario per evitare un fallimento come quello di Bianchini»
Legacoop Modena esprime grande preoccupazione per l’esclusione di Cpl dalla white list. «Siamo molto preoccupati - spiega il presidente Lauro Lugli - perché sono evidenti a tutti le gravissime conseguenze che l'esclusione dalla white list, così come l'applicazione dell’interdittiva antimafia, rischiano di comportare sul prosieguo dell’attività. La coop ha dato prova concreta di aver avviato un percorso di radicale discontinuità e rinnovamento rispetto alla precedente gestione, come richiesto dalla stessa Legacoop per garantirle il proprio sostegno. Confidiamo che tanto le decisioni assunte dall’assemblea di domani quanto la documentazione che Cpl ha comunicato di aver trasmesso alla Prefettura a sostegno della legittimità dell’iscrizione alla white list, contribuiscano alla positiva soluzione di questa vicenda in tempi brevi. Non può essere sottovalutato da nessuno il significato, e il peso, di un cambiamento qual è quello che Cpl sta affrontando, con grande senso di responsabilità. Di fronte a questo nuovo corso, credo che siamo chiamati a portare avanti ogni azione necessaria per difendere una realtà produttiva che deve la sua lunga e straordinaria storia a indiscutibili professionalità, ed evitare un immeritato e ingiusto dramma alle migliaia di famiglie coinvolte».
Il senatore Carlo Giovanardi, invece, auspica la nomina di un commissario prefettizio. «Le vicende modenesi delle imprese Geco, Baraldi, Lami, Dedalo, prima escluse dalla white list e interdette, poi riabilitate, ma subendo comunque ingenti danni, oppure come la Grand Edil, interdetta anche se possibile vittima di un raggiro, spingerebbero a sostenere che l’unica possibilità di lavorare tranquilli è di non avere nessun rapporto (e questo vale anche per la politica), con imprese che hanno titolari campani, siciliani e calabresi.Si potrà obiettare: l’arresto di Augusto Bianchini, dei suoi familiari e dell’ex presidente della Cpl Roberto Casari, dimostrano che la mancata iscrizione alla white list sono la conseguenza di gravi accuse che arrivano fino al concorso esterno in associazione mafiosa. Non condivido un meccanismo che per via amministrativa e giudiziaria annichilisce una storia decennale di una stimata impresa locale, la Bianchini, la porta al fallimento, distrugge la reputazione, li priva della libertà personale o, nel caso dell’ex presidente della Cpl, Casari, l’arresto, con gravissime accuse, provoca la cancellazione dalla white list, con tutte le disastrose conseguenze che ne possono derivare. Nel frattempo auspico l’applicazione della possibilità di un immediato commissariamento della Cpl, che le permetta di continuare ad operare, salvaguardando l’occupazione, prima che sopravvenga, come per la Bianchini, il fallimento, che solo un miracolo del commissario giudiziario De Legami potrà salvare».
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