Gazzetta di Modena

Modena

«Meno cemento dal Villaggio Artigiano»

di Alberto Setti
«Meno cemento dal Villaggio Artigiano»

L’Università di Firenze pubblica la tesi del modenese Di Paolo che propone un “indice ambientale” per salvare l’area

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Il 15 aprile Andrea Di Paolo si è laureato - anche - in Architettura del Paesaggio all'Università di Firenze, con 110 e lode e la menzione di dignità di stampa; privilegio, questo, che la Facoltà di Architettura di Firenze concede a1 massimo due volte l'anno. Argomento della tesi: “Rigenerazione urbana, il Villaggio Artigiano di Modena” di cui è stato relatore prof Ferrini e correlatori il prof Paolinelli, e l’ing. Capucci.

E così si torna a parlare del Villaggio Artigiano di Modena, dopo qualche proposta caduta per ora nell’oblio.

Di Paolo, perchè una tesi universitaria sul Villaggio Artigiano?

«Mi piace studiare i luoghi che hanno una storia, un'anima, una propria identità e questo il Villaggio Artigiano le ha tutte. Mi affascinava l’idea di analizzare questo luogo per rendere manifesto il suo “genius loci“, cioè l'essenza di questo polo artigianale che ha contribuito alla ricchezza della nostra città».

Ma il taglio della tesi è diverso,contemporaneo.

«Lo spero. La tesi tratta della rigenerazione urbana, intesa come un’operazione di sostenibilità che però deve partire dall’identità del luogo. Infatti, elementi che possono giocare un ruolo fondamentale nella riqualificazione della città riguardano sia l’adozione di politiche urbanistiche e ambientali innovative, sia l’inserimento di tecniche e soluzioni progettuali che incrementino la sostenibilità e il comfort ambientale. Efficaci sono l’adozione di indici ambientali capaci di ridurre l'impatto edilizio (penso a Bolzano e Bologna) e la promozione del verde come strumento di progetto per il miglioramento del comfort ambientale negli ambiti urbani».

Il Villaggio Artigiano è oggi un’ unica colata di cemento. Cosa si potrebbe fare in concreto?

«Dal punto di vista ambientale si potrebbe associare alle trasformazioni edilizie in grado di migliorare il comfort ambiente un sistema di premialità che promuova una incentivazione verso interventi sostenibili. La possibilità di applicare a questi interventi un indice ambientale che preveda sconti sugli oneri di urbanizzazione, di costruzione o semplicemente su imposte come Imu, Tasi, Tari, ecc.. o variazioni di volumetria, penso possa costituire un interessante elemento da cui partire. L'indice avrebbe ancora più valore se fosse esteso su tutto il territorio comunale».

Quindi un “indice ambiente” che consideri il verde? Guardi che spesso oggi gli alberi si tende a toglierli dai centri urbani, perchè considerati... un problema.

«La vegetazione deve diventare uno strumento di progetto per migliorare il comfort ambientale degli spazi abitati. La vegetazione svolge importanti funzioni: depurazione chimica dell’atmosfera; assorbimento di gas tossici; fissazione delle polveri, prodotti catramosi e oleosi; emissione di vapore acqueo; depurazione batteriologica dell’aria e regolazione termica. Inoltre, la vegetazione e più in generale il verde ha effetti positivi sulla salute in senso di benessere psicologico e fisico».

Quindi il futuro del Villaggio? Lei come lo vede?

«In questi periodi di crisi è difficile pensare a ricette o soluzioni. Molto suggestiva è l’idea del Comune di riconfigurare il Villaggio Artigiano come “distretto della creatività modenese“, in una linea che unisce eredità del passato e contemporaneità. Mi permetto di aggiungere, però, che rigenerare significa non solo dare delle dimensioni percettive, abitative e produttive che permettano una più alta qualità della vita, in base alle aspirazioni della società, ma anche adottare procedure e soluzioni volte a un vero miglioramento dell'ambiente».

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