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Modena Est. Nacque nel ’53 e fu un boom

Modena Est. Nacque nel ’53 e fu un boom

Nel primo dopoguerra Modena è sull'orlo di un precipizio: le imprese che si occupavano della produzione bellica entrano in crisi. Scarsa lungimiranza e incapacità imprenditoriali, licenziamenti,...

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Nel primo dopoguerra Modena è sull'orlo di un precipizio: le imprese che si occupavano della produzione bellica entrano in crisi.

Scarsa lungimiranza e incapacità imprenditoriali, licenziamenti, serrate e ricorso alla forza pubblica sono le risposte degli imprenditori modenesi alla crisi.

I primi a farne le spese sono gli operai specializzati, troppo costosi per l'impresa, che si troveranno senza lavoro.

Nel 1953 il Comune trova nel quartiere Madonnina, un’area da destinare a “Villaggio artigiano”.

I nuovi piccoli imprenditori si avvalgono così di quegli operai più esperti che sono stati licenziati; e così facendo, in quest'area produttiva, si trovano a lavorare un numero rilevante di operai specializzati, con le migliori competenze ed esperienze del tempo.

Si costituirà ben presto un polo produttivo altamente specializzato che contribuirà alla ricchezza di Modena.

Il Villaggio artigiano è un'invenzione urbanistica. Infatti, il Comune acquista aree da privati a prezzo agricolo, urbanizza l'area acquistata e la rivende agli imprenditori a un prezzo che lo ripaga dell'investimento, ma molto inferiore ai costi di mercato delle aree fabbricabili. Per il Comune l'aspetto più urgente all’epioca è non urbanistico, ma sociale. L'adesione al progetto, comunque, supera di gran lunga le iniziali aspettative: i primi 15 ettari vengono immediatamente urbanizzati e assegnati, poi progressivamente il Villaggio raggiunge la dimensione finale di 40 ettari, con circa 150 unità insediate.

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