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Tumori da amianto: 220 i modenesi che si sono ammalati

Tumori da amianto: 220 i modenesi che si sono ammalati

I medici: «Patologia letale, il picco arriverà entro dieci anni» Oggi si celebra la giornata mondiale dedicata al problema

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Sono 220 i modenesi colpiti da mesotelioma maligno sino alla fine del 2014 e per tutti loro le possibilità di sopravvivenza sono legate a un sottilissimo filo. I primi a dirlo sono i medici che si occupano del Registro Regionale dei Mesoteliomi Maligni (ReM Rer) che annotano con precisione notarile le vittime di questo cancro.

«In considerazione della sua pressoché totale letalità - spiega Antonio Romanelli per conto del “Registro” il mesotelioma maligno ha una grande rilevanza sociale, con un impatto maggiore di quello degli infortuni mortali denunciati sul lavoro». Insomma, si muore di più fuori dalle fabbriche che dentro i capannoni che lo hanno lavorato. Basta scorrere i dati forniti dall’Inail a livello regionale; dal 2007 al 2012 sono 603 i casi denunciati all’istituto statale che copre gli infortuni sul lavoro contro gli 804 casi registrati dal “Registro” nello stesso periodo.

Il dato modenese va affiancato al numero dei siti da bonificare, in cui la nostra provincia ha il primato negativo. I 422 siti sono costantemente tenuti sotto controllo dalle Ausl; nel dettaglio a Modena sono 82 e 66 a Reggio Emilia, 50 a Piacenza, 49 a Bologna, 48 a Ferrara, 41 a Ravenna, 36 a Parma, 33 a Forlì - Cesena e 17 a Rimini.

Il boom di Reggio e di Modena non deve stupire visto che proprio a Rubiera ha lavorato per decenni l’Eternit, con dipendenti assunti tra Modena e Reggio: anche la mappa dei decessi e dei pazienti colpiti segue la stessa distribuzione. Oltre Secchia sono registrati, sempre sino a fine 2014, 308 casi; un’enormità, in rapporto alla popolazione residente, soprattutto se si tiene conto che a Bologna i colpiti sono 474 casi, sempre dal 1996.

L'Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori mondiali di amianto. Per le sue caratteristiche di resistenza al calore e basso costo, è stato massicciamente impiegato nell'industria e nelle costruzioni, l’isolamento termico dei vagoni ferroviari e l'industria alimentare: 3 milioni di tonnellate nel quadriennio tra il 1984 e il 1988. Si stimano 2,5 miliardi di metri quadrati di coperture in cemento amianto per 32 milioni di tonnellate, senza contare le molte tonnellate friabili, per 8 milioni di metri cubi (dati Cnr, 2005). La produzione grezza nel 1970 superò quella degli Stati Uniti e nel 1976 raggiunse il record di 164.788 tonnellate.

Da quando l'amianto è stato messo al bando per accertata nocività, con la legge 257 del 1992, ha continuato a mietere vittime con malattie che, in alcuni casi, come il mesotelioma maligno, si manifestano in genere 30-40 anni dopo l'esposizione. Ecco perchè gli epidemiologi dicono che il picco dei malati si raggiungerà presumibilmente nei prossimi dieci anni. Sinora i casi registrati, annualmente, dal 1996 al 2014 sono raddoppiati e in tutta l’Emilia Romagna siamo arrivati a 2.127 casi. Oggi è la giornata mondiale dell’amianto e in consiglio regionale si terrà un dibattito dedicato allo stato d’avanzamento delle bonifiche e delle cure per i pazienti colpiti. Sul sito web della Gazzetta è pubblicato l’elenco dei siti modenesi da bonificare: in grande maggioranza sono scuole e strutture dedicate all’istruzione.

Saverio Cioce

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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