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Baruffi contro Matteo Renzi: «Su Italicum scelte errate»

«Il Governo ha appena posto la questione di fiducia sull'Italicum. Una scelta che reputo sbagliata e immotivata. Uno strappo inutile». Non proprio un applauso a Renzi. Lo scrive su Facebook il...

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«Il Governo ha appena posto la questione di fiducia sull'Italicum. Una scelta che reputo sbagliata e immotivata. Uno strappo inutile». Non proprio un applauso a Renzi. Lo scrive su Facebook il deputato modenese Davide Baruffi al termine di una giornata complicata alla Camera dove la parola d’ordine è stata Italicum e dove i numeri hanno fatto la differenza.

Poco meno di venti voti di differenza tra le prime due votazioni a scrutinio segreto e la terza votazione a scrutinio palese: la maggioranza, alla prima prova dell'Italicum in Aula con il voto delle questioni pregiudiziali, supera quota 380 (385 in un caso e 384 nel secondo, con 593 presenti) per scendere a 369 (576 i votanti) al terzo verdetto, quando ciascun deputato è chiamato a metterci la faccia e può assumersi la responsabilità del proprio gesto. Tra i due round insomma sono 17 sulla carta gli onorevoli che scelgono, alla luce del sole, di manifestare il proprio dissenso rispetto alla linea del governo. Baruffi non ha certo nascosto il suo dissenso. Il risultato complessivo, a caldo, viene considerato buono dal Pd anche se inferiore alle aspettative che avevano fissato l’asticella intorno ai 400 consensi. Numeri alla mano, è il ragionamento, i Dem e il governo non sembrano poter contare su quelli che sono stati soprannominati i “franchi sostenitori” e infatti i voti a favore delle pregiudiziali presentate dalle opposizioni restano invariati durante i tre turni di votazioni a Montecitorio, superando di poco i 200. Dai resoconti emerge che tra i 17 deputati che al momento della votazione sulla questione sospensiva sono usciti dall'emiciclo, per la quale non era stato richiesto il voto segreto, 14 sono del Pd. Una piccola pattuglia che vede tra i protagonisti l’ex segretario del partito Pierluigi Bersani e il leader di sinistra Dem Gianni Cuperlo, oltre al coordinatore di area riformista Nico Stampo, Francesco Prina, Giuseppe Lauricella e Giacomo Portas.

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