Gratta e vinci “falso” La mail di condanna
Ecco la mail di inizio dicembre 2014 con la quale la società “Lotterie nazionali srl”, concessionaria dei Monopoli di Stato per quanto riguarda i giochi, ha comunicato al notaio Paolo Vincenzi di...
Ecco la mail di inizio dicembre 2014 con la quale la società “Lotterie nazionali srl”, concessionaria dei Monopoli di Stato per quanto riguarda i giochi, ha comunicato al notaio Paolo Vincenzi di Carpi che il “Gratta e vinci” da due milioni di euro era “contraffatto”. Vincenzi rappresenta un modenese che nello scorso novembre con appena dieci euro ha “grattato” due milioni di euro, il sogno di una vita per questa persona non ricca di famiglia. Ma, dopo la consegna a Roma del biglietto originale da parte del notaio carpigiano, lo Stato non paga non ritenendo valido il tagliando.
Questa la mail che il notaio assistito dall’avvocato Brausi di Modena contesta, scritta dall'avvocato Marco Proietti di Roma: «A nome di Lotterie nazionali srl comunico che il tagliando da lei presentato in originale presso la sede di Roma è stato giudicato contraffatto dalla commissione di validazione n. 55 del 3 dicembre 2014». Il notaio Vincenzi, a nome del suo cliente, ritiene di dover entrare in possesso di altri elementi per comprendere come questa commissione composta da membri dello Stato e del concessionario privato abbia giudica “contraffatto” il biglietto vincente. «Nonostante la richiesta - spiega Vincenzi - non mi hanno mai detto come e perché la commissione ha giudicato contraffatto il biglietto. Parlando con esperti penso sia altamente improbabile ci siano biglietti vincenti, con il codice valido che ho grattato io stesso sul biglietto perché il cliente non l’aveva fatto, falsi. Alla richiesta del verbale di commissione l’avvocato Proietti ha risposto: Ritengo probabile che il verbale sarà allegato alla probabile querela penale».
A quanto pare infatti sono vari i casi in Italia di procedure penali aperte per contraffazioni di biglietti. «Io sono solo il rappresentante, dunque sono tranquillo - conclude Vincenzi - ma trovo non abbia senso pensare a una contraffazione seriale. Magari si arrivasse a un processo, così capiremo come è stato giudica contraffatto il biglietto vincente».
Stefano Luppi
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