Cpl gioca il tutto per tutto: Gori e Cirelli al timone
L’uomo di Legacoop e il manager del biomedicale guideranno la svolta
CONCORDIA. «Potrei andarmene in pensione, ma non abbandono la barca», dice con la voce rotta Giuseppe Bandini, da 20 anni in Cpl e dirigente più anziano nominato nel nuovo consiglio. Ecco lo spirito che anima i soci della cooperativa, finita nella tenaglia giudiziaria stretta dai magistrati di Napoli e della direzione antimafia campana: coraggio, amore per la propria azienda, voglia di rivalsa. L’esclusione dalla white list è stata soltanto l’ultima batosta per un colosso barcollante, ma certamente non annichilito. Lo dimostrano i 770 soci (su 830 aventi diritto) che hanno partecipato all’assemblea di ieri, necessaria a votare il nuovo consiglio d’amministrazione e a liquidare l’interregno di Mario Guarnieri e dei suoi 12 collaboratori che tornano agli incarichi dirigenziali pre-nomina.
Una riunione iniziata intorno alle 12, presidiata dalle forze dell’ordine (carabinieri, polizia di Stato, municipale), ma che al contrario di quanto ci si potesse aspettare è filata via liscia. Oltre quattro ore di confronto utili però a ribadire la convinzione nei valori cooperativi, ma soprattutto a rivendicare una svolta dirigenziale necessaria a risorgere. Perché in azienda ancora si fa fatica a puntare il dito contro coloro che hanno guidato per anni Cpl, ma ormai è maturata la convenzione che senza una rivoluzione la sopravvivenza sarebbe (ed è tuttora) ad alto rischio.
Ecco allora Legacoop a fare da regista alla trasformazione, tanto che il presidente nazionale Mauro Lusetti e quello provinciale Lauro Lugli presenziano a tutta l’assemblea. I nomi forti li hanno indicati loro e sono Mauro Gori ed Elio Cirelli, personaggi esterni a Cpl, ma che inevitabilmente la conoscono bene. Gori, che sarà poi nominato presidente dal consiglio d’amministrazione, è un uomo del mondo cooperativo fin dal 1985: responsabile economico finanziario regionale, poi membro della presidenza nazionale, di nuovo operativo a Bologna e ora a scadenza come presidente di Cooperfidi. Cirelli è invece espressione del territorio, lui mirandolese doc, imprenditore biomedicale, già amministratore delegato di Gambro e presidente della Cassa di Risarmio di Mirandola.
Uomini d’esperienza e preparati ad affrontare le eventuali secche finanziarie; loro guideranno l’ambiziosa risalita; loro hanno ottenuto l’unanimità dai soci, persone di ogni estrazione sociale, moltissimi lavoratori ancora in carica e che non hanno tanta voglia di parlare di quello che sta accadendo. I “no comment” sono tanti e quei pochi che scelgono di concedersi poche battute rivendicano la correttezza della famiglia Cpl, che ora dovrà passare al vaglio degli investigatori del gruppo interforze e della prefettura di Modena. Se la credibilità del nuovo consiglio d’amministrazione otterrà un pizzico di fiducia l’interdittiva antimafia finirà nel cassetto dei peggiori ricordi e la ripresa sarà possibile.
«Ce lo auguriamo - dicono i sindaci di Modena, Concordia e San Possidonio, Gian Carlo Muzzarelli, Luca Prandini e Rudi Accorsi - perché il valore dell’azienda non può essere messo in discussione dagli eventuali errori dei singoli».
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