È imputato di bancarotta ma non sapeva di essere fallito
PAVULLO. È imputato per bancarotta fraudolenta. È accusato di aver distratto beni come una Fiat 127 del 1975 (valore commerciale: 200 euro) e altri oggetti per un valore di 5mila euro che hanno...
PAVULLO. È imputato per bancarotta fraudolenta. È accusato di aver distratto beni come una Fiat 127 del 1975 (valore commerciale: 200 euro) e altri oggetti per un valore di 5mila euro che hanno danneggiato i creditori. Il fatto è però che non solo non era conoscenza della procedura fallimentare nei suoi confronti ma non ha neanche mai ricevuto la sentenza di fallimento. Per questo ieri all’udienza preliminare (pm Lucia De Santis) il suo difensore, avvocato Luca Brezigar, ha chiesto un rinvio per valutare la possibilità di un abbreviato e soprattutto per capire se ci sono gli estremi per chiedere una ricusazione della sentenza di fallimento. Le accuse di distrazione di beni per 5mila euro nascono dalla relazione del curatore fallimentare. L’imputato è un muratore che versava in cattive acque a causa della crisi. Nella sua Sas era socio accomandante. A un certo punto non è più riuscito a reggere il peso della mancanza di soldi e di lavoro, ed è partito da Pavullo, dove abitava, per tornare a Napoli. Per questi motivi il giudice che ha seguito l’istanza fallimentare non ha potuto recuperare i documenti contabili né trovare l’artigiano. E la sentenza di fallimento arrivata nel 2012 non gli è stata neppure notificata. Era all’oscuro di tutto quando è arrivato invece un avviso di garanzia dalla Procura per la presunta bancarotta. «In questa triste vicenda, per fortuna - spiega l’avvocato Brezigar - forse ci sarà modo di rivedere la dichiarazione di fallimento e anche queste accuse».
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