Italicum, il fronte Pd si spacca: Baruffi vota sì
La prima è andata. La fiducia sull’articolo 1 dell’Italicum, posta dal Governo ieri tra le proteste delle opposizioni e le dissociazioni della minoranza del Partito democratico, alla fine passa senza...
La prima è andata. La fiducia sull’articolo 1 dell’Italicum, posta dal Governo ieri tra le proteste delle opposizioni e le dissociazioni della minoranza del Partito democratico, alla fine passa senza tanti scossoni nei numeri, con 352 voti a favore e 207 contrari. E alla fine a spaccarsi non è tanto il Pd, come temuto, quando semmai la sua stessa minoranza, che si divide letteralmente in due.
Non la pensa evidentemente così la senatrice Maria Cecilia Guerra, che ieri sera su Facebook è stata chiara: «Lo strappo che oggi si consuma alla Camera è molto grave. La legge elettorale diventa materia del Governo (espressione solo di una parte del Parlamento), tanto che su questa viene posta la fiducia, eliminando la possibilità del Parlamento di approvarla con le modificazioni che trovano un sostegno maggioritario, secondo le procedure previste dalla Costituzione. Sono grata ai 38 deputati del Partito Democratico che con il loro voto hanno detto no, non alle riforme, non al governo, ma a questa drammatica forzatura».
Davide Baruffi, dopo gli annunci di ieri, ha votato a favore: «Una scelta sofferta ma consapevole».
A metà del guado ci sono i 38 deputati, tra cui i big Bersani, Bindi, Civati, Cuperlo, D’Attorre, Epifani, Letta e Speranza la cui linea è quella di non partecipare al voto.
A Bersani e Letta, peraltro, arriva anche la ’ramanzinà di Matteo Orfini, presidente Pd, che festeggiando la prima vittoria dell’ala governativa del partito si meraviglia «che figure come loro, che hanno avuto incarichi importanti, non abbiano votato la fiducia in un momento così delicato». Ad ogni modo, spiega Orfini, «si è dimostrata una compattezza ampia in una fase così delicata, rivolgo un appello perché nelle prossime due votazioni conceda la fiducia anche chi non l’ha votata stavolta».
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