Le imprese calano ma aumentano le nuove iscrizioni
I dati del centro studi della Camera di Commercio di Modena Flessioni più marcate per le imprese artigiane: -247 unità
Il segno meno non è scomparso, ma è meno “pesante”. Guardando i dati della nati-mortalità delle imprese modenesi nel primo trimestre dell’anno si è più ottimisti. E sono i dati a “consigliarlo”. Secondo il Centro studi e statistica della Camera di Commercio di Modena (che ha elaborato i dati Infocamere del Registro delle imprese), le imprese modenesi registrate sono in leggero calo rispetto al trimestre precedente, passando da 74.543 del 31 dicembre scorso a 74.304 del 31 marzo di quest’anno (-239 unità).
Guardando l’andamento delle iscrizioni e delle cessazioni si osserva come nel primo trimestre 2015 le imprese iscritte risultano pari a 1.459 a fronte di 1.699 imprese cessate non d’ufficio, con un saldo negativo pari a -240 attività economiche, un calo meno pesante rispetto al corrispondente saldo del primo trimestre 2014 (-432 imprese). Ciò è dovuto sia ad un aumento tendenziale delle imprese iscritte (+1,9%), ma soprattutto ad una diminuzione delle imprese cessate (-8,9%). Il tasso di sviluppo rispetto allo stesso trimestre del 2014, pari a -0,32%, pone Modena al trentaquattresimo posto della classifica delle provincie italiane, con un recupero di 38 posizioni rispetto al trimestre precedente.
Sono le imprese artigiane a mostrare la flessione più marcata, una diminuzione di 247 imprese pari ad una variazione congiunturale (rispetto al trimestre precedente) del -1,1% ed una tendenziale (rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) del -1,6%. Il tasso di sviluppo di tali imprese vede Modena al 50esimo posto (-1,2%) con il dato peggiore sia della media regionale (-1,02%) che di quella nazionale (-1,18%).
L’analisi dell’ente camerale prende in considerazione anche la forma giuridica delle imprese attive, che mette in evidenza un’ulteriore decrescita delle società di persone (-2,9%) e delle ditte individuali (-0,5%), mentre continua l’aumento delle società di capitale (+1,8%) e delle “altre forme giuridiche” (+1,2%).
L’analisi per settori di attività mostra che sono le imprese agricole, quelle manifatturiere e delle costruzioni a risentire maggiormente della crisi. Le prime perdono in un anno il -1,8%, mentre il manifatturiero e le costruzioni diminuiscono entrambi del -1,2%. I servizi nel complesso aumentano dello 0,4%.
Più nel dettaglio i settori manifatturieri più negativi risultano la fabbricazione di carta (-5,4%), la fabbricazione di prodotti di ceramica e terracotta (-3,4%) e la fabbricazione di mobili (-3,2%). Unici settori con un incremento di imprese sono la “riparazione e manutenzione” (+3,8%) e la “stampa e riproduzione di supporti registrati” (+1,2%).
I servizi mostrano un andamento più variegato, con settori nettamente positivi come l’istruzione (+5,7%), il “noleggio e supporto alle imprese” (+4,9%) e i “servizi di informazione e comunicazione” (+2,8%), accanto a settori in calo come il “trasporto e magazzinaggio” (-2,6%), le “attività immobiliari” (-1,2%) e le “attività finanziarie e assicurative” (-0,7%). Pressoché stabile, infine, il commercio.
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