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Palazzo Ducale più ricco: ecco 400 opere da vedere

di Stefano Luppi
Palazzo Ducale più ricco: ecco 400 opere da vedere

La reggia diventa ufficialmente la seconda sede della Galleria Estense di Modena Tredici nuove sale a disposizione dei turisti che si aggiungono al percorso storico

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La provincia modenese ha un secondo tempio, oltre alla Galleria Estense che riapre il 29 maggio, per le collezioni artistiche degli Este e dell'ex ducato di Modena e Reggio: il Palazzo Ducale di Sassuolo che da oggi diviene ufficialmente parte del museo statale autonomo. Entro metà giugno arriverà un direttore comune alle due sedi di Modena e Sassuolo e, complice l'Expo che ha inserito Palazzo Ducale nel circuito di “Discover Ferrari e Pavarotti land”, troverà addirittura un nuovo museo da gestire.

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La novità è appunto questa: a fianco della consueta visita agli appartamenti affrescati è stato creato il percorso “Sotto una nuova luce”, con tredici nuove sale allestite grazie a 374 opere d'arte quasi mai viste perché provenienti dai depositi dell'Estense a Palazzo Coccapani di Modena. Un tripudio di quadri (311) e sculture (74) dall'antico all'800: forse non riconosciuti capolavori dell'arte, ma certamente un nucleo altamente prestigioso. I dipinti, scelti dall'ex soprintendente Stefano Casciu dopo i restauri curati da Gabriella Goretti, sono di Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Camillo Procaccini, Bernardo Strozzi, Adeodato Malatesta. «Il pubblico resterà sbalordito - dice il Segretario regionale del ministero Sabina Magrini - quando vedrà qui il nuovo museo. Noi lavoriamo per la tutela e la valorizzazione delle opere e qui ci sono le condizioni per mostrarle in forma di quadreria delle antiche famiglie mobiliari, un po' come accade a Palazzo Pitti di Firenze. Le sale del nuovo allestimento facevano parte in antico degli appartamenti denominati d'Orlando, delle Principesse e sul Secchia e le opere sono allestite secondo un percorso cronologico che va dall'antico al XVIII secolo. Le opere esposte sono di qualità differente, di stato di conservazione differente e sono spesso ancora da studiare precisamente: tra esse ve ne sono di importanti e dalla storia certa come hanno appurato i colleghi Angelo Mazza, Laura Bedini e Nicoletta Giordani».

I lavori in tutto sono costati 1,7 milioni di euro provenienti dai fondi del Lotto e sono partiti nel 2010: ora continueranno con la valorizzazione dell'ex parco ducale e la zona, bellissima, dell'antica Pescheria. «La grande novità - dicono Claudio Pistoni, sindaco e l'assessore Giulia Pigoni - è l'apertura sette giorni su sette per Expo del Palazzo Ducale e dobbiamo ringraziare Confindustria ceramica e la Fondazione Cassa di Modena che hanno elargito finanziamenti». Occasioni ce ne saranno. «Da parte nostra - spiega Stefania Cargioli di Fondazione - c'è la volontà di finanziare progetti culturali e sono felice che, finalmente, i nostri amministratori oltre ai distretti economici modenesi pensino con orgoglio a questi tesori artistici». Confindustria ceramica sostiene da anni il Palazzo: «A settembre per la prima volta - spiega il presidente Vittorio Borelli - faremo qui la cena di gala di Cersaie». Lapidario Antonio Ghini della Ferrari: «Raccontiamoci di più, questo palazzo non ha nulla da invidiare a Palazzo Te di Mantova. Decoriamo il trenino Modena-Sassuolo con la sua effige».

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