Parola d’ordine: tornare in white list E Zincani vigilerà
Gori: «La certificazione antimafia è necessaria per salvarci» L’ex procuratore capo di Modena guida l’organo di controllo
I conti sono in ordine, anzi il bilancio 2014 che verrà presto approvato è da fare invidia a molti. Il problema principale, allora, è quello di tornare nella white list, ancor prima di ricostruirsi un’immagine trasparente e legalitaria. E per vedersi togliere l’interdittiva antimafia Legacoop e Cpl si giocano una carta che in altre occasioni ha pagato: ricambio dell’intero consiglio d’amministrazione e garanti che possano infondere fiducia negli investigatori. Perché il futuro della cooperativa passa proprio di qua. «Non abbiamo un piano B - dice il neo presidente Gori - abbiamo un solo obiettivo: recuperare la white list. Vogliamo intervenire subito, siamo nella condizione di portare elementi di grande cambiamento. Diciamo che questa è una società che vuole essere trasparente. È Stato cambiato il cda e sono state inserite figure indipendenti, è cambiato l’organismo di vigilanza nel quale ci sono figure competenti e autonome. Non c’è niente da nascondere, e questa è una buona ragione per riconsiderare la decisione assunta dal prefetto. È evidente che il nostro timore riguarda l’immediato e i contratti in essere con i clienti».
Al prefetto Michele Di Bari il nuovo cda chiederà presto un incontro, anticipato da una lettera in cui saranno indicati tutti i cambiamenti strategici tra i quali la nomina di un nuovo organo di vigilanza, quello che prima aveva come componente anche Maurizio Rinaldi e che, a dicembre 2014, suggeriva di interrompere la consulenza con Massimo Ferrandino e i rapporti con Tunita, oltre ad invocare attenzione su sponsorizzazioni, iter decisionale e rischi di reato. Ebbene a presiedere la vigilanza interna ci sarà Vito Zincani, ex procuratore capo di Modena ora in pensione e coordinatore delle indagini che riguardano Cpl e gli appalti al Policlinico.
«Un boomerang la sua nomina? - si domanda Gori - Certo che no, la sua professionalità non è un ostacolo, ma ci servirà a capire. L’organo di vigilanza è una garanzia sia per la Cpl che per il mondo esterno. È evidente che quello precedente non ha retto...».
Con Zincani lavoreranno Angelo Paletta, docente di Economia aziendale all’università di Bologna e Gianluca Verasani, direttore di Legacoop Modena.
Ma se la white list è la priorità operativa diventa necessario monitorare anche gli sviluppi delle indagini che coinvolgono l’azienda. «Il corpo sociale è sano - ammonisce il neo-presidente - Non sappiamo se ci sono situazioni non trasparenti, la magistratura faccia pure il proprio corso, ma noi siamo convinti che i fatti documentati sono marginali al grande lavoro di Cpl. Costituirsi parte civile in caso di un eventuale processo? È prematuro parlarne».
«Questa è stata la giornata del rinnovamento dei vertici: un nuovo Cda e un nuovo Organismo di Vigilanza dove siedono personalità autorevoli e di specchiata fama - ha detto Mauro Lusetti, presidente nazionale della Lega delle Cooperative - sono una scelta concreta e non una manovra diversiva. Le regole etiche che si è data la cooperazione nell’ultimo Congresso sono stringenti e chiediamo ai nuovi amministratori di tenere fede al codice etico».
Francesco Dondi
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