Prof. vestiti a lutto al ricevimento: «Una riforma errata»
Lo annunciava un manifesto affisso sul cancello all'ingresso della scuola: “Riforma sì, ma non così». Questo lo slogan della protesta che ha coinvolto, ieri e l’altroieri, i docenti dell'Istituto...
Lo annunciava un manifesto affisso sul cancello all'ingresso della scuola: “Riforma sì, ma non così». Questo lo slogan della protesta che ha coinvolto, ieri e l’altroieri, i docenti dell'Istituto Cattaneo-Deledda di Modena.
I docenti hanno scelto di proposito le consuete giornate di ricevimento dedicate alle famiglie, per presentarsi vestiti a lutto come in una veglia funebre, un modo per ribadire simbolicamente il loro disaccordo contro i contenuti della riforma scolastica che il governo ha ribattezzato “La Buona Scuola”, in discussione alle Camere in questi giorni.
Tutto si è svolto regolarmente.
Famiglie in fila davanti alle aule ad attendere il proprio turno per sapere il rendimento scolastico dei propri figli. Fatto salvo per un piccolo particolare: una volta entrati, i genitori si sono trovati davanti il professore o la professoressa vestiti completamente di nero con un fiocco azzurro appuntato sul petto.
«Abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa promossa da altre scuole sul territorio nazionale, perché vogliamo che la scuola rimanga una ricchezza di questo paese - ha spiegato Stefania Di Donato, docente di inglese - Noi lavoriamo dove mandiamo i nostri figli a scuola, pertanto ci prendiamo cura del luogo nel quale viviamo ogni giorno come professionisti e come genitori».
Coinvolti nella contestazione anche alcuni membri del personale Ata che hanno appuntato il nastro sul camice in bella vista.
Nelle bacheche scolastiche e sulle porte è stata affissa una lettera di due pagine che spiega il loro dissenso e che si riassume nelle richieste finali.
«Abbiamo bisogno del sostegno di tutti - dicono - per continuare a offrire ai nostri studenti una scuola pubblica di qualità, pensata da chi ci lavora e da chi ci manda i propri figli».
La mancanza di investimenti statali, il reclutamento dei neo assunti e la loro destinazione futura, l'attribuzione della scelta degli insegnanti al dirigente scolastico che avrebbe in mano un potere enorme , la mancanza del riconoscimento sociale ed economico dell'incarico sono solo alcuni dei temi trattati nel documento.
Incuriositi alcuni genitori hanno chiesto ulteriori spiegazioni ai docenti.
Così si è sviluppata l'ennesima tappa di una lunga serie di proteste iniziate giovedì scorso con un flash mob serale in Piazza Grande, unendo le scuole di molte città in tutta Italia. Le mobilitazioni dei giorni scorsi sono servite ad amalgamare i partecipanti in vista dello sciopero del 24 aprile e che continuerà fino a quello annunciato per il 5 maggio prossimo. Su quest’ultima astensione dilagano da giorni le proteste, per l'annunciata lettera del Presidente del Consiglio agli insegnanti, ma anche per lo slittamento delle prove Invalsi, già volute dal Ministero dell'Istruzione e in programma per quella data.
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