Ritrova 1200 euro dimenticati in classe e li consegna subito
Studente Itis Corni trova i soldi e li porta alla professoressa «Mi vergognavo a tenerli. Ho scoperto che erano per la gita»
Trova 1200 euro in classe e li restituisce, senza pensarci due volte: «Mi sarei sentito una fogna a incassarli - commenta - invece, altri ragazzi e compagni mi volevano lanciare una scarpa in testa quando lhanno saputo...». Valerio Marciello è uno studente dell’Itis Corni. Il suo desiderio è diventare ingegnere petrolifero e abita a Bastiglia, dove ha vissuto sia i giorni del terremoto sia quelli dell’alluvione. «Abbiamo perso tre auto - racconta Valerio - e tutta la roba che c’era nei garage. Per pochi centimetri non abbiamo perso anche la casa».
La sua classe aveva programmato un viaggio in Spagna ma dopo la raccolta dei soldi qualcuno li ha dimenticati sul banco. «Ero solo in classe con un mio amico quando li abbiamo trovati - ricorda il ragazzo - Potevamo dividerceli, ma li ho riconsegnati subito alla professoressa; a scuola abbiamo fatto sempre progetti di educazione alla legalità, contro le mafie, a favore di Libera. Non è mi è proprio venuto in mente di prendere quei quattrini».
Ogni tanto capita che qualcuno rientri in classe per cercare ciò che non trova. E in questo caso è accaduto lo stesso. «Sono arrivati in classe arrabbiati chiedendo dove fossero i soldi - spiega Marciello - Ho risposto che stavamo facendo una verifica e li avevo già dati all’insegnante. I miei compagni mi hanno detto scemo e anche peggio. Uno ha aggiunto “Vai via o ti tiro una scarpa in testa”. Anche a Bastiglia i miei amici mi hanno detto: “Come hai fatto a restituirli?”, “Cosa ti viene in mente? Potevi andare in vacanza in America! A scuola ho saputo che ne parleranno in consiglio». La professoressa con cui ha parlato gli aveva consigliato di non dire niente alla classe. «Mi ha detto che facevamo prendere loro un colpo - aggiunge Valerio - perché è grave lasciare 1.200 euro. Io pensavo fossero 1.500, non li avevo contati. Era un “malloppone” di banconote da venti e cinquanta euro. Abbiamo pagato 1.500 euro per andare a Valencia, ma avevamo lasciato un acconto». Un’onestà che ha colpito anche l’insegnante. «Per lui è stato normale - conclude la professoressa - ma altri gli hanno detto “che stupido sei stato!”. Occorre interrompere al più presto questo modo di pensare che fa solo danni».
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