Anche il Pd modenese diviso sull’Italicum
Rocco firma con Per Me Modena, Muzzarelli si infuria, Trande non vota, astenuti Morini e Stella
Una Francesca Maletti perfetta nel suo ruolo di garanzia del consiglio comunale ha mandato in tilt il Pd che anche a Modena, come alla Camera, è caduto, in termini di unità, sull’Italicum.
Un Pd che non voleva arrivare a dibattere l’ordine del giorno presentato da Per Me Modena, conoscendone bene i rischi, tanto da inscenare una lunga “melina” sulla precedente discussione per provare ad allungare i tempi e sperare in un rinvio da parte della presidente. Ma così non è stato e, quando erano già passate le 19, si è proceduto a dibattere di legge elettorale. E i nodi sono venuti al pettine. Primo fra tutti la firma, unico rappresentante della maggioranza, di Francesco Rocco, consigliere Pd, che ha sottoscritto il documento presentato da Domenico Campana. Lapidario Rocco, che con questo atto comincia ad allontanarsi sempre più da un Pd dal quale non si sente più rappresentato: «Faccio mio l’intervento del consigliere Campana». Dimissioni in vista? Può darsi. Campana dice: «Siamo di fronte a una svolta politica profonda, perché non si può non vedere la fragilità della rappresentanza e la disaffezione rispetto alla politica e al sistema elettorale. Il modo in cui si impone, a colpi di voti di fiducia – ha aggiunto – non può che allontanare ulteriormente i cittadini».
Tornando all’odg sull’Italicum, è stato respinto. voto a favore di Per me Mode,a FI, M5s e di Francesco Rocco del Pd, il voto contrario di CambiaModena e del Pd, l’astensione del Ncd e dei consiglieri Giulia Morini e Vincenzo Walter Stella del Pd e il non voto del capogruppo Paolo Trande del Pd. Trande, appunto. Il non voto di un capogruppo pesa: «Una buona legge elettorale deve tenere conto della rappresentanza ma anche della governabilità e questa legge privilegia il secondo aspetto rispetto al primo, ma non è l’anticamera della dittatura. Da capogruppo devo tenere una posizione di coordinamento, per questo non voto».
Sarà, ma il Pd è stato colto come minimo in contropiede. E Muzzarelli? Incredibile, non segue Bersani, e dopo una strigliata a Rocco spiega: «Se fossi stato in Parlamento avrei votato la fiducia al Governo e voterei la riforma della legge elettorale». (d.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
