Il sottopasso maledetto: rubate anche le caditoie
Castelfranco. Prima della morte di Benedetti preventivo per l’impianto acque Dopo la pulizia spariscono i tombini. Il Comune parla di un danno di 2mila euro
CASTELFRANCO. Non c’è pace per il sottopasso di via San Donnino a Castelfranco, teatro del tragico incidente del 13 aprile scorso, quando vi morì annegato il 77enne vignolese Antonio Benedetti. Pochi giorni dopo l’incidente e dopo che erano stati appena ultimati gli interventi di ripristino della circolazione, i ladri sono entrati in azione, asportando due griglie di altrettante caditoie, sia presso il sottopasso di via San Donnino, sia presso il sottopasso di via Sebenico.
L’annuncio, implicitamente, è stato dato dallo stesso Comune, che si è attivato con urgenza, dopo la segnalazione di alcuni cittadini, a ripristinare il danno, calcolato in circa 2mila euro. L’episodio conferma una volta di più la “sete” di materiale metallico manifestata da molti malviventi, i quali non si fanno scrupoli nel mettere a repentaglio la pubblica sicurezza pur di garantirsi qualche centinaio d’euro dalla rivendita di caditoie rubate.
Ironia della sorte, la razzia ha riguardato anche il sottopassaggio di San Donnino, che solo una settimana prima era stato teatro del tragico incidente. E a proposito di tale vicenda, ieri Paolo Benedetti, uno dei due figli del defunto Antonio, ha confermato la propria volontà di andare fino in fondo alla questione.
«Al momento non vogliamo incolpare nessuno - ha detto - ma siamo determinati a capire come sono andate le cose e ad accertare eventuali responsabilità».
Il 77enne Antonio Benedetti, nella tarda mattinata del 13 aprile scorso, morì annegato all’interno della sua Renault Clio percorrendo il sottopassaggio di via San Donnino. In quei giorni, infatti, il sottopassaggio era ancora allagato e, proprio di lì a poco, dopo che il problema persisteva da diverse settimane, sarebbero dovuti partire i lavori per liberare la strada dall’acqua sia attraverso un intervento di spurgo che di manutenzione sulle attrezzature necessarie all’impianto di sollevamento dell’acqua, già appaltati da parte del Comune dopo un sopralluogo dell’8 aprile.
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