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La nuova Cpl al banco di prova: lunedì un’udienza dal prefetto

Concordia. Le strategie per tornare in white list: dalla sospensione degli indagati al cambio di Cda Sindaci, Legacoop e Cisl fanno da garanti e chiedono l’annullamento dell’interdittiva antimafia

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CONCORDIA. Due strade parallele, certo, ma che comunque tengono Cpl con il fiato sospeso. Da una parte il convincente tentativo di essere riammessi in white list in tempi brevissimi, dall’altra il futuro che riguarderà gli ex dirigenti, ora indagati per associazione a delinquere e reati annessi. Lunedì sarà un giorno di svolta sia per la nuova Cpl che per il suo storico passato. Perché se in viale Martiri, nella sede della prefettura, si terrà il primo incontro per esporre a Michele Di Bari tutti gli atti concreti per riaccreditare l’azienda (Cda, organo di vigilanza e sospensione di tutti gli indagati), in tribunale il giudice Andrea Romito dovrà decidere su quali misure riservare a Roberto Casari, Maurizio Rinaldi, Nicola Verrini e Francesco Simone, tuttora in carcere a Poggioreale e per i quali potrebbe arrivare un trasferimento a Sant’Anna o il rientro a casa, quantomeno ai domiciliari.

Intanto il nuovo corso aziendale trova importanti sostenitori istituzionali: Legacoop, sindaci e sindacati.

«Ci auguriamo che l’avere sostituito il vecchio gruppo dirigente e il curriculum dei nuovi vertici portino alla rimozione dei provvedimenti che mettono a rischio la continuità di una coop che conta 1.800 addetti ed è unanimemente riconosciuta come una impresa all’avanguardia - spiega il presidente di Legacoop regionale Giovanni Monti - Legacoop ce l’ha messa tutta per evitare contraccolpi occupazionali. Ora Cpl è in condizione di ripartire: contiamo di farcela. Noi stiamo dalla parte degli onesti, contro disonesti e malviventi».

«L’azzeramento del gruppo dirigente e la nomina di un organismo di vigilanza rappresentano un messaggio di cambiamento radicale - afferma Domenico Chiatto, componente della segreteria provinciale della Cisl - Non si può far chiudere un’azienda così importante perché alcuni dirigenti sono accusati di comportamenti illeciti. Senza l’iscrizione nelle white list la Cpl non ha alcuna possibilità di sopravvivere. Se la nomina dei nuovi vertici non basta, chiediamo di utilizzare tutti gli strumenti previsti dalla legge (il commissario prefettizio, ndr)».

«Il nuovo Cda, guidato da un manager esperto come Mauro Gori - scrive il sindaco di Concordia, Luca Prandini - esprime al meglio la necessaria discontinuità con il recente passato. Oltre alle competenze del nuovo cda, anche la prestigiosa figura dell’ex procuratore capo di Modena, Vito Zincani, indicato come responsabile dell’organo di vigilanza interna, segna un chiaro messaggio della volontà di avviare un nuovo cammino all’insegna della trasparenza e della legalità. Il Comune continuerà ad essere al fianco della Cpl, perché il patrimonio di esperienze e competenze non può essere cancellato per le responsabilità di singoli».

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