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Expo, Massimo Bottura cucina piatti anti-spreco per Matteo Renzi

Da sinistra, il ministro Maurizio Martina, Massimo Bottura, Claudio Ceroni, Giuseppe Sala e il premier Matteo Renzi
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Da sinistra, il ministro Maurizio Martina, Massimo Bottura, Claudio Ceroni, Giuseppe Sala e il premier Matteo Renzi

Lo chef modenese, ai fornelli del ristorante Identità, inventa tortellini "con le pelli e con tutto ciò che avanza" e il "Pane d'oro" fatto con le briciole

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Primo giorno di Expo nel segno dello chef modenese Massimo Bottura: è stato lui a preparare il pranzo per Matteo Renzi, reduce dalla cerimonia di inaugurazione della mostra internazionale. Una “improvvisata”, che al pluristellato chef è stata annunciata con un laconico sms: «Arriviamo». A inviarlo  Giuseppe Sala, commissario unico di Expo 2015. Lo staff di Expo e il primo ministro si sono trovati così al ristorante di Identità Expo, assieme ae Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole e alimentari.

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“Per noi di Identità è motivo di orgoglio: di sicuro, nel giorno del debutto di Expo, il capo del governo avrà avuto l’agenda traboccante di inviti per il pranzo. Ma sceglie per sè, i colleghi e la figlia i tortellini di Bottura” ha commentato Gabriele Zanatta, dello staff del temporary restaurant di due piani, che “se il buon giorno si vede dal mattino, è destinato a diventare l’Itaca di tanti amici e sconosciuti, lesti a curiosare  tra una visita e l’altra ai padiglioni”.

Lo chef dell’ Osteria Francescana si è scatenato accanto allo stesso Matteo Renzi e a Giorgio Napolitanom a ragazzi e ragazze (con e senza velo) degli Emirati Arabi, con capitan Zanetti ed Hernanes. «La cucina del futuro deve poggiare sulla cultura», ha detto ai convenuti al ristorante in apertura del pranzo, «che genera conoscenza, che a sua volta apre la coscienza, che in ultimo genera il senso di responsabilità. Per me il cuoco fa il suo dovere se è in grado di spostare i riflettori puntati su lui stesso verso gli eroi silenziosi delle nostre tavole: contadini, pescatori…».

«Gli sprechi in cucina - ha continuato il modenese - non sono più ammissibili. È per questo che oggi ho concepito un piatto di tortellini realizzato con le pelli e con tutto ciò che avanzava dal contorno dei secondi piatti». Così fino al sipario: il "Pane è oro": «Lo abbiamo cucinato con latte, zucchero e briciole di pane che normalmente buttiamo. È anche un gesto con cui la porta della mia memoria, la stessa di qualsiasi bimbo italiano che mangia quello prima di coricarsi... Come Picasso che sosteneva che a 13 anni disegnava come Raffaello ma ha impiegato un’intera esistenza per imparare a disegnare come i fanciulli. Noi cuciniamo come i bambini».

 

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