Controllori Seta, servizio ai privati
L’azienda ha affidato l’incarico a Holacheck. Il racconto della vita da “multatore”
Com'è possibile ritrovarsi con un contratto che vieta di fare multe e ricevere al tempo stesso, quotidianamente, ordini a voce per elevare sanzioni a chi è trovato a bordo senza biglietto? Com' è possibile lavorare per un mese in prova sui mezzi Seta, dipendente di una società privata, con l'incarico di verificare la correttezza dei pagamenti dei viaggiatori e vedersi sfumare la conferma per un contratto biennale a sole due ore dalla fine dell'incarico?
È quello che è capitato a un ventiseienne modenese che, alla ricerca di lavoro, ha presentato domanda di assunzione a una società di trasporti con sede in via Giardini 472, la Holacheck. La ditta svolge attività di verifica con incarichi determinati anche per altre aziende di trasporto locale, come a Milano e Venezia, dove le polemiche hanno spesso accompagnato le attività dei controllori. Nel suo caso tutto è filato liscio dal momento della formazione. In tutto un paio di giorni di spiegazioni con alcune decine di fotocopie su diritti e doveri di passeggeri, controllori e autisti sui mezzi pubblici: e dopo un breve periodo di affiancamento con un altro collega, retribuito con un voucher per ogni giorno di lavoro sui mezzi pubblici, ha ufficialmente iniziato la sua attività di verificatore. Non senza aver però prestato giuramento visto che svolge un pubblico servizio, come dice la legge.
«Il mio collega e io - racconta - se trovavamo qualcuno senza biglietto chiedevamo di farlo senza multe; in caso di rifiuto chiedevamo i documenti pèer il verbale. Per farci riconoscere avevamo solo un tesserino al collo e la cosa ci creava problemi con le persone che erano abituate a viaggiare senza pagare. Naturalmente gli insulti nei nostri confronti si sprecavano. C'è stato chi ci ha minacciato, chi ci ha aspettato alla fermata, chi ci ha insultato e chi ha promesso di vendicarsi con denunce. Noi, per contratto, dovevamo incassare. L'unico deterrente per quelli più aggressivi era ricordare che c'erano telecamere a bordo e quindi avrebbero dovuto rendere conto delle loro azioni. Così, contando solo sulla capacità di persuasione, ci facevamo dare i dati personali per il verbale in doppia copia: una al viaggiatore senza biglietto e una alla direzione della nostra ditta. Le multe effettivamente riscosse? Solo in una manciata di casi, che si contano
sulle dita di una mano, i passeggeri irregolari hanno saldato la multa da 65 euro. Per il resto ci è stato dato e detto di tutto, dai biglietti scaduti alla fuga dagli stalker. Solo al capolinea della linea 13 a Baggiovara i nomadi si sono adeguati. Quando ci riconoscevano si rassegnavano a pagare un paio di biglietti».
L'appalto di Holacheck con Seta è stato un ottimo biglietto anche in altre città. «Siccome è quasi impossibile controllare tutti a ogni viaggio – è stato il ragionamento – perché non appaltare agli esterni?»
Saverio Cioce
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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