Parte “Last minute” per donare ai poveri i prodotti invenduti
FIORANO. Un progetto per recuperare e destinare alla solidarietà la merce invenduta dalle attività commerciali, compresa la grande distribuzione. Entro sei mesi il Comune lo attiverà, in...
FIORANO. Un progetto per recuperare e destinare alla solidarietà la merce invenduta dalle attività commerciali, compresa la grande distribuzione. Entro sei mesi il Comune lo attiverà, in collaborazione con la spin off della facoltà di agraria dell’Università di Bologna, su iniziativa del Movimento 5 Stelle e con il placet dell’intero consiglio comunale. Il progetto si chiama “Last minute market” e «trasforma lo spreco in risorsa – spiega Angelo Lupone, uno dei promotori - rendendo possibile il recupero sul territorio dei beni invenduti che non hanno più un valore commerciale, ma sono ancora idonei per il consumo. I beni sono resi disponibili ad enti e associazioni che offrono assistenza a persone in condizioni di disagio sociale».
«L’adesione del Comune alla campagna di sensibilizzazione è un buon punto di partenza per sollecitare nostra comunità verso questa tematica. Non si tratta solo di prodotti alimentari – spiega Giusy Ramini, M5S – tra cui eccedenze di attività commerciali e produttive; prodotti ortofrutticoli non raccolti e rimasti in campo; pasti pronti recuperati dalla ristorazione collettiva; ma anche farmaci prossimi a scadenza; libri o beni editoriali destinati al macero».
A Fiorano la crisi si fa ancora sentire, sono centinaia le persone che si rivolgono ai servizi sociali per aiuti. Esiste un consorzio di associazioni impegnate nel sostegno alimentare alla popolazione, coordinate dal Comune e dalle parrocchie, sempre alla ricerca di donazioni e prodotti.
Con il Last minute market il contributo delle imprese commerciali, che al momento è sporadico, potrebbe diventare organizzato e istituzionale.
«Un gruppo attivisti – spiega Giuseppe Amici, sempre del Movimento - riflettendo sul numero di supermercati e centri commerciali presenti nel distretto ceramico, si è chiesto dove finissero gli alimentari invenduti. Essendo stati testimoni oculari dell’evidente disagio sociale di molti cittadini, hanno verificato se esistesse già un sistema rodato per il recupero e la distribuzione dei prodotti, scoprendo che molti finiscono al macero. Last minute market fa bene alle attività commerciali, che riducono i costi di smaltimento, ai Comuni, alle associazioni, che ottengono prodotti senza impegnare fondi».
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