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LIBERALIZZAZIONE. PERCHÈ «Sì»

Pini: «Lo Stato controlli»

Pini: «Lo Stato controlli»

«Perché legalizzare? Perché il monopolio in questo momento ce l’ha la mafia». Giuditta Pini, trentenne, deputata Pd. E soprattutto membro del gruppo interparlamentare nato a metà marzo per parlare...

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«Perché legalizzare? Perché il monopolio in questo momento ce l’ha la mafia». Giuditta Pini, trentenne, deputata Pd. E soprattutto membro del gruppo interparlamentare nato a metà marzo per parlare della legalizzazione della cannabis. La posizione dell'onorevole carpigiana, in merito, è arcinota. Fervente antiproibizionista, ha più volte criticato la legge Fini-Giovanardi – che, a suo dire, non ha fatto diminuire i consumi aumentando, al contrario, l’impiego delle sostanze nocive. «Il ché dimostra che questa ricetta non funziona». E visto che la domanda persiste, «vorremmo che il controllo fosse in mano allo Stato». Una misura che garantirebbe entrate fiscali «pari a 10 miliardi di euro». E che permetterebbe un «controllo della qualità della sostanza». A chi le ricorda degli effetti nocivi della cannabis, poi, la Pini risponde sottolineando i danni provocato dall’alcol. Eppure il consumo c’è comunque. La via da seguire passerebbe quindi non dal proibizionismo ma per il controllo e l’educazione all’uso. Un traguardo che non sembra neanche troppo lontano. «Sono ottimista già solo del fatto che se ne stia parlando in Parlamento, e che tale materia non sia più dipinta solo come interesse di tre ragazzini che si fanno le canne». Ma si arriverà alla legalizzazione? «Magari non in questa legislatura, ma alla prossima. Di sicuro una volta che la discussione è stata portata in Parlamento risulta difficile ignorarla».

Marcello Radighieri

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