Ex Amcm e degrado: gli architetti lanciano un “contro-progetto”
«Sono mancate idee forti nei piani elaborat dal Comune» Meno abbattimenti, più riuso, attenzione all’housing sociale
All'ex Amcm prosegue il degrado, ormai ventennale, e un piano credibile che dia il via alla riqualificazione dell'ampia area a due passi dal centro fatica a vedere la luce, nonostante gli annunci del Comune.
Le vicende sulla sede dell'ex Municipalizzata che oggi ospita il Teatro delle Passioni e parcheggi liberi, oltre a sbandati e tossicomani nelle ore notturne, tornano d'attualità oggi con un convegno promosso dall'Ordine degli architetti. Durante l'incontro verrà presentata anche una proposta spedita elaborata dallo stesso Ordine professionale al Comune che, da parte sua, annuncia da tempo l'arrivo prima in giunta poi in consiglio di un ulteriore piano per il futuro dell'area. Piano comunale che però, appunto, ancora non si vede: un comunicato del Municipio nello scorso settembre annunciava "la definizione del primo bando attuativo per i primi mesi del 2015".
Nello scorso febbraio, inoltre, il Comune ha portato a casa un risultato importante, anche se non risolutivo della situazione. Nell'abbattimento, avvenuto nel 2010, della rimessa dei tram e della palazzina uffici dell'ex Amcm non venne commesso il reato di demolizione non autorizzata di un bene culturale: lo ha deciso il Tribunale a seguito di un ricorso presentato dalle associazioni Italia Nostra, Wwf Modena e Legambiente.
All'incontro oggi partecipa anche Laura Montedoro, urbanista e ricercatrice al Politecnico di Milano.
Qual è la sua opinione sull'Amcm?
«Io sono contraria a posizioni rigide ed ideologiche, ma penso che fino ad ora sull'ex Amcm sono mancate idee forti e nei piani presentati in precedenza dal Comune trovo si fosse troppo ancorati a idee urbanistiche del passato. In particolare quelle che prevedono abbattimenti di edifici, prima di avere idee precise, ed aumenti volumetrici in quell'area importante vicina al centro storico».
Su cosa occorrerebbe puntare?
«È una questione di metodo soprattutto e penso che con il nuovo Piano il Comune dovrebbe tenere le fila del progetto, non come in passato, quando cercava un unico interlocutore privato tradendo così l'idea del pubblico. Si può restaurare poco a poco, tenendo però le fila generali. Occorre anche parlare molto di riuso, un tema oggi centrale per l'urbanistica di tutta Europa, nonché di flessibilità con attenzione all'housing sociale e non solo alla residenza "normale" di cui oggi non c'è tanta domanda».
Cosa prevede l'idea per l'Amcm dell'Ordine degli architetti?
«Propone la revisione di un piano comunale che oggi appare ancora rigido con attenzione appunto al riusco e all'housing sociale. Si chiede anche l'ascolto attivo, concorsi aperti ai giovani architetti e al contributo di Università. Fino ad ora il modo di procedere è apparso cieco e in passato sono mancate idee forti».
Abbattere edifici lì va bene?
«Io ero a favore della salvaguardia della palazzina di Vinicio Vecchi su cui ci furono tante polemiche anni fa: era dell'architetto modenese, ma non si tratta di Le Corbusier quindi si poteva discutere. Il problema era ed è che non c'era una idea forte e aggiornata per quelli spazi. Servono idee prima di abbattere».
Sul sito www.visitmodena.it a favore dei turisti il Comune pubblicizza il parcheggio da 300 posti, libero e non custodito, dell'area bisognosa di riqualificazione immediata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
