Gazzetta di Modena

Modena

Emotion
emotion

Una sera a cena a casa di Mons. Cavina: I sabadoni del vescovo

di MONS. FRANCESCO CAVINA *
Una sera a cena a casa di Mons. Cavina: I sabadoni del vescovo

Sono romagnolo, ho vissuto a Roma per 15 anni, sono a Carpi dal febbraio 2012, come potrei non apprezzare il buon cibo? Mi è stato chiesto qual è il mio preferito... eMOtion: il bello di vivere a Modena

2 MINUTI DI LETTURA





 

Sono romagnolo, ho vissuto a Roma per 15 anni, sono a Carpi dal febbraio 2012, come potrei non apprezzare il buon cibo? Mi è stato chiesto qual è il mio preferito, non ho dubbio, i sabadoni. Sono dolci tipici della mia terra nel periodo di Natale, un impasto semplice fatto di farina di castagne e cioccolato da cui si formano grossi tortelli imbevuti di saba, da qui il nome sabadoni. In casa mia non mancano mai, li offro ai miei ospiti che li apprezzano sempre. Sono squisiti, ma la loro bontà va oltre il sapore: oltre al richiamo della casa, delle festività natalizie, mi ricordano mia madre che ancora oggi li prepara con lo stesso amore di allora. Mi fanno pensare all’amore materno, a quell’anima femminile custode in ogni casa delle tradizioni più solide. I Tortelli di San Giuseppe, in dialetto sabadoni, per me sono frutto di questo amore profondo, generoso, paziente, premuroso, d’altronde l’umanità, così spesso in disaccordo su tutto, è concorde su una cosa, la figura della madre. I sabadoni sono molto di più di un dolce e, senza indugiare nei ricordi, posso dire che per me rappresentano una sorta di piccola eternità familiare fatta di passato - mia madre -, presente - mia sorella che li prepara con la stessa cura - e futuro. Perché sono certo che i sabadoni non sono solo il mio cibo preferito, ma saranno graditi nello stesso modo dai miei nipoti e dai nipoti dei miei nipoti.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.11349664:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.11349664:1649984348/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ricetta per circa 120 tortelli: 2 kg. di farina per dolci; 7 hg. di zucchero; latte q.b.; 4 hg. di burro; 6 uova; 200 gr. di cacao dolce; 1 bicchiere di marsala; 1 bicchiere di cognac; 3 bustine di lievito Pane degli Angeli; 1 kg. di castagne secche cotte con acqua; saba q.b. Impastare la farina con 4 hg di zucchero, 4 hg di burro, il latte, le uova e il lievito e amalgamare bene. Per il ripieno: unire le castagne (passate col passaverdure), il cacao, il marsala, il cognac e lo zucchero. Tirare la sfoglia grossa 4 mm, poi con uno stampo rotondo di cm 7 si fanno tanti cerchi, si mette il ripieno e si chiudono facendo come una treccia. Infornare a forno caldo 180° per 15 minuti circa. Servire e consumare (a temperatura ambiente) ben imbevuti di saba (vin cotto).* Arcivescovo di Carpi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google