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concordia. sIMONE, VERRINI E RINALDI DOMANI SARANNO INTERROGATI

Inchiesta Cpl, carcere confermato per tre ex dirigenti

CONCORDIA. Il Gip di Modena, Andrea Romito, nell'indagine per corruzione al sindaco di Ischia ha confermato la misura cautelare del carcere per gli ex dirigenti di Cpl Francesco Simone, ex capo delle...

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CONCORDIA. Il Gip di Modena, Andrea Romito, nell'indagine per corruzione al sindaco di Ischia ha confermato la misura cautelare del carcere per gli ex dirigenti di Cpl Francesco Simone, ex capo delle relazioni istituzionali della coop, Nicola Verrini, ex dirigente marketing, e Maurizio Rinaldi, ex presidente Cpl Distribuzione, che ora vengono trasferiti dal carcere di Poggioreale al Sant'Anna di Modena, dove domani saranno interrogati dal Gip Romito.

Lo stesso giudice ha infatti emesso il provvedimento che rinnova la misura cautelare in carcere disposta un mese fa dal collega di Napoli che firmò le ordinanze di arresto nei confronti degli ex vertici Cpl e del sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino, in relazione all'inchiesta sulle tangenti pagate, secondo gli inquirenti, dalla cooperativa modenese per ottenere gli appalti di metanizzazione dell'isola.

I tre ex dirigenti di Cpl, Nicola Verrini, Maurizio Rinaldi e Francesco Simone, avrebbero intenzione di rispondere alle domande del giudice sperando in questo modo di potere ottenere gli arresti domiciliari.

Il giudice non ha ancora sciolto la riserva sulla posizione dell'ex presidente Cpl, il 62enne Roberto Casari, detenuto a Poggioreale: per lui i termini scadranno fra meno di una settimana.

Il provvedimento con cui Romito ha rinnovato le misure cautelari nei confronti di Verrini, Rinaldi e Simone è motivato in 170 pagine: riconoscendo l'importanza dell'inchiesta partenopea, ora passata alla Procura di Modena per motivi legati alla competenza territoriale: l’associazione per delinquere avrebbe infatti trovato realizzazione proprio a Concordia in territorio modenese. Il Gip ha ritenuto idonea la detenzione in carcere per il rischio di inquinamento probatorio. Ha inoltre confermato la derubricazione del reato di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio a corruzione per atti d'ufficio. L'impianto accusatorio resta sostanzialmente in piedi ma il reato si alleggerisce.

Oggi alle 17.30 è previsto un summit in prefettura a cui dovrebbero partecipare, oltre al prefetto Michele Di Bari, il sindaco di Concordia e il neopresidente Cpl Mauro Gori, nominato a capo del nuovo Consiglio di amministrazione della cooperativa il 29 aprile scorso. L'obiettivo dell'incontro è quello di riportare la cooperativa nella white list in modo tale che il Gruppo possa partecipare agli appalti pubblici da cui, ora, è inevitabilmente esclusa con i rischi connessi per i tanti lavoratori dell’azienda.

Sulla grande cooperativa di Concordia, infatti, oltre all'inchiesta sulle presunte tangenti pende una seconda indagine di notevole importanza: l’ex presidente Casari e altri tre ex dipendenti Cpl sono indagati dalla Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito di un'inchiesta sulla metanizzazione dell'agro aversano.

In questo caso l'ipotesi accusatoria è che la cooperativa Cpl, dopo avere vinto l'appalto per la posa di tubi del gas in quella zona, abbia poi affidato i lavori a ditte vicine al clan dei casalesi.

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