Malati oncologici ed etica, l’impegno di Amo e Alice
Quando la vita si incanala nel vicolo cieco di una malattia che non lascia scampo, i problemi etici diventano dirompenti. Di questi problemi, delle difficili scelte che medico, malato e suoi...
Quando la vita si incanala nel vicolo cieco di una malattia che non lascia scampo, i problemi etici diventano dirompenti.
Di questi problemi, delle difficili scelte che medico, malato e suoi familiari sono costretti a prendere quando la malattia diventa “maligna” si è parlato alcune sere fa, su iniziativa dell’Amo (Associazione malati oncologici di Carpi) e di Alice (l’associazione dei familiari di pazienti colpiti da ictus) presso il circolo del PD di Santa Croce. Per la serata erano attesi Fabrizio Artioli, responsabile del day hospital oncologico dell’ospedale Ramazzini di Carpi ed il neurologo Mario Santangelo responsabile del reparto di neurologia, ma all’ultimo momento il dottor Fabrizio Artioli non ha potuto prendere parte alla serata ed è stato sostituito dalla dottoressa Elena Bandieri che ha maturato una lunga esperienza nel settore delle cure palliative e nell’accompagnamento dei malati terminali.
«Quando la consapevolezza della morte si fa più vicina - hanno sostenuto i relatori della serata di fronte a un pubblico attento e interessato al difficile tema - le reazioni sono le più disparate ma sovente il senso della vita si fa più profondo». Eutanasia, suicidio assistito, “distacco della spina”, accanimento terapeutico, sono stati a più riprese evocati nel corso della serata.
«In realtà - ha sostenuto il dottor Santangelo - sono temi che non possono essere affrontati in sede medica sia per implicazioni etiche che penali».
I progressi della scienza medica offrono nuovi strumenti per combattere le malattie, ma hanno anche marcato i limiti e creato nuove consapevolezze: i malati oncologici terminali e i pazienti colpiti da gravi ictus irreversibili hanno davanti a loro una prospettiva di vita limitata e segnata dal dolore, dall’impotenza, dalla dipendenza assoluta nei confronti delle macchine e di chi li accudisce.
«Per questo - ha sottolineato la dottoressa Bandieri - il compito di medici e familiari non è solo quello di alleviare il dolore fisico, ma anche e soprattutto di accompagnare amorevolmente il paziente nel tratto finale della sua vita».
Un compito che sia l’Associazione malati oncologici, sia l’associazione Alice si sono da tempo sobbarcati: a favore di queste due associazioni, nell’ambito della festa del Pd di Santa Croce, è stata organizzata una cena di beneficenza i cui proventi sono stati proprio destinati alle rispettive attività. Si tratta di iniziative molto importanti a favore di due associazioni che concretamente si mettono a disposizione di malati e delle loro famiglie nei momenti più terribili e difficili dell’esistenza delle persone.
Fabrizio Stermieri
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