Patti sociali: lavori utili in cambio di contributi
L’assessore Vivi annuncia l’estensione dell’iniziativa all’Unione dei Comuni: «Il sostegno sarà dato a chi garantirà interventi a favore della comunità»
I patti sociali per la cittadinanza attiva si estenderanno a tutta l'Unione dei Comuni del distretto ceramico e quindi anche a Sassuolo, che in passato aveva adottato i tirocini formativi con lo stesso scopo, dare lavoro e un sostentamento temporaneo a chi lo aveva perso, ma poi se li è visti stoppare dalla legge. L'assessore ai servizi sociali Antonella Vivi, rispondendo a Giorgio Barbieri, lista Sassuolo 2020 ed ex assessore alla stessa carica che chiedeva di introdurre nuovamente i tirocini formativi, ha spiegato l'intenzione del Comune e anche la disponibilità di 50mila euro per cominciare l'operazione. Che non sarà più per la sola Sassuolo (né per la sola Fiorano che ha già lanciato il patto sociale nel 2014) ma per tutta l'Unione.
«Gli interventi sociali – ha spiegato Antonella Vivi – stanno passando in capo all'Unione e intendiamo portare avanti questo tipo di sostegni per le famiglie senza reddito in questo ambito. Partiremo con un progetto sperimentale per poi confermarlo se funzionerà».
Il sistema non è molto diverso da quello dei tirocini formativi, nei quali i cittadini in difficoltà potevano offrire lavoro in cambio di una cifra mensile per una durata limitata nel tempo (fra sei mesi e un anno). I patti sociali per la cittadinanza attiva non danno più facoltà, ma obbligo a chi gode di sostegno al reddito, di mettere a disposizione parte del suo tempo (se ne ha la possibilità fisica) per lavori e interventi a favore del Comune e della comunità. Il patto viene materialmente firmato dal soggetto che riceve l'aiuto e se non viene rispettato comporta la revoca del contributo. Nei Comuni in cui è già stata applicata la formula ha avuto successo, con un notevole numero di adesioni e rispetto dell'accordo. «Se anche si chiamerà con un altro nome rispetto agli originari tirocini formativi – ha commentato Giorgio Barbieri – sono contento che l'iniziativa vada avanti e che esista anche uno stanziamento economico reale. Vigilerò perchè i tempi dilatati dell'Unione dei Comuni non facciano lettera morta di questo progetto, che avrei voluto vedere lanciato in città già da tempo».
È importante la parte di iniziative dei servizi sociali che passano in capo all'Unione da quest'anno, pari al 30% circa della disponibilità dell'assessorato competente. Oltre a questi capitoli riguardanti il sostegno sociale alle famiglie senza reddito, ce ne sono altri riguardanti i minori, l'assistenza sociale e altro. Questo ha determinato cali nei capitoli riguardanti il sociale nei singoli Comuni, che hanno fatto temere tagli economici. Si tratta invece di spostamento delle risorse in capo all'Unione, su cui comunque le opposizioni hanno ribadito dubbi a proposito della rapidità di iniziativa su aspetti essenziali come questi.
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