«Questa morte si poteva evitare È un tratto pieno di buche»
I residenti non hanno dubbi: «Anche se quel ragazzo era inesperto, sapeva guidare poco quella moto, qui si “balla” di brutto. Abbiamo le macchine che sobbalzano, dobbiamo fare lo slalom,...
I residenti non hanno dubbi: «Anche se quel ragazzo era inesperto, sapeva guidare poco quella moto, qui si “balla” di brutto. Abbiamo le macchine che sobbalzano, dobbiamo fare lo slalom, figurarsi una moto. Non sembra, ma il tratto è pericolosissimo e non ce ne si accorge per tempo».
Mentre Camellini solleva la moto Ducati e la colloca sul caro attrezzi, mentre la Municipale è intenta a misurare e ampliare la pratiche per ricostruire la dinamica di questo assurdo incidente, quelli che abitano nei paraggi dell’inceneritore, proprio nelle case vicino a quella in via Attiraglio dove abita Mirko Sergi, commentano e puntano il dito contro le buche e gli avvallamenti di quel tratto ora maledetto.
«Già prima di arrivare al dosso dei binari del trenino merci che attraversa via Cavazza per raggiungere la zona dell’inceneritore - dicono - il manto stradale è crepato, ci sono delle buche ed è tutto sconnesso. Con la macchina sembra di essere in un campo, poi c’è il binario che fa fare un salto e poi, subito dopo, c’è una bella buca, stile tangenziale. Insomma in pochi metri c’è già tutto un programma. Noi che abitiamo qui conosciamo il pericolo: sarebbe opportuno che anche questo tratto di strada sia sistemato. Non ci passano in tanti, ma come si è visto oggi, basta un niente, un attimo, un po’ di velocità e si sbanda, si può perdere il controllo, specialmente in moto. Questa tragedia si poteva evitare».
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