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Renzi, omaggio a Pavarotti «simbolo dell’Italia che va»

di Marcello Radighieri
Renzi, omaggio a Pavarotti «simbolo dell’Italia che va»

Dal premier elogi alla figura del tenore e alla Mantovani. Poi selfie coi visitatori

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«Noi siamo un Paese che ha dato i natali a storie straordinarie, incredibili, Luciano Pavarotti ne è un simbolo. Modena è piena di simboli dell'Italia che ce la fa e che devono incoraggiarci ad andare avanti con più determinazione». Matteo Renzi tesse le lodi del nostro territorio. Arriva da Venezia, dove ha partecipato all’inaugurazione del padiglione Aquae di Expo, e nel primo pomeriggio dovrà ripartire alla volta di Bologna, dove lo attende una contestazione dei centri sociali. Nel mezzo, come annunciato, c’è tempo per una visita alla Casa Museo di Luciano Pavarotti, inserita tra le tappe del tour “Discover Ferrari and Pavarotti Land”.

Renzi arriva poco dopo l’una, accolto dalla vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, da sua figlia Alice e da una nutrita rappresentanza, istituzionale e non, del territorio.

Appena varca il cancello della villa iniziano anche a risuonare alcune delle più celebri arie di “Big Luciano”. Un accompagnamento musicale che peraltro si ripete anche nel corso della visita al museo. Un soprano e un tenore – due ragazzi che da poco hanno finito gli studi e che stanno iniziando ora una carriera per rimarcare l’attenzione che Pavarotti dedicava ai giovani – si esibiscono nel “Brindisi della Traviata”. «Ci sembrava – commenta la Mantovani – la più adatta per l’occasione».

Renzi si concede una visita completa, di circa una mezzoretta. «Il Presidente ha guardato tutto con grande attenzione. Questo mi ha fatto molto piacere». Avrebbe mostrato grande apprezzamento per «la grande arte di Pavarotti», commentando inoltre il suo spirito e la volontà di «portare la lirica a tutti, anche attraverso il pop, allargando le platee. I commenti del premier sono stati sulla persona e sull’artista». Insomma, un «tributo molto importante che ha fatto a Luciano», personalità capace di portare per decenni l’Italia nel mondo.

Al termine della visita, poi, c’è tempo per strette di mano e selfie. La casa museo, infatti, non è chiusa al pubblico. La navetta del tour “Discover” continua a fare la spola, e qualche decina di turisti deve aggirarsi tra agenti in divisa e giornalisti. Anche Renzi si trasforma in un’attrazione, e diversi puntano ad una foto insieme a lui – c’è anche chi gli fa autografare una copia di “Fuori”, il libro con cui l’allora sindaco di Firenze dava voce alle sue aspirazioni. Poi, accompagnato anche dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli, dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dalla stessa Mantovani, si concede ad una breve dichiarazioni ai media. «Siamo molto contenti di essere qua, in un luogo per molti aspetti magico, non soltanto per la cura con cui Nicoletta ha dato vita a questo spazio, particolarmente significativo per gli amanti della lirica, dell’opera e più in generale della storia personale di Luciano Pavarotti. Credo – continua il premier - sia stata un’ottima idea quella di inserire questo luogo accanto a Maranello e alla Casa Natale Enzo Ferrari». Un «bel progetto», fortemente voluto dal Comune di Modena e sostenuto dalla Regione. «Perché se ci pensiamo questo è un pezzo del ragionamento di queste ore, dell’Expo, dell'italianità che è la bellezza del nostro Paese».

A chi gli chiede se quelli appena trascorsi – tra polemiche sull’Italicum, scontri interni al partito, inaugurazione dell’Expo e manifestazione a Milano – sono stati giorni difficili, risponde che «è stata una settimana splendida».

Prima di concedersi un pranzo nel vicino ristorante “Europa 92”, inaugura, «a nome del Governo e di tutti gli italiani», il libro d’onore. Un libro che «raccoglierà le testimonianze di tantissime persone importanti che hanno conosciuto Pavarotti. Ma anche di tanti cittadini normali, che sono i più importanti, e che vogliono bene all’Italia e ai suoi simboli». Un commento scritto di poche righe, in cui dichiara si essere «orgoglioso per la storia e la passione di un italiano straordinario che è ancora con noi e continua a ricordare che l’Italia è fatta per pensare in grande».

Parole che non possono che inorgoglire la Mantovani: «La visita del presidente del Consiglio è stata veramente un grande onore, non finirò mai di ringraziarlo. È veramente bello poter constatare che Luciano è ancora molto presente nel cuore degli italiani». Proprio l’attenzione che tutt’ora ruota attorno alla figura del maestro, ad oltre dodici anni dalla scomparsa, ha portato ad includere la sua casa tra le tappe del tour “Discover Pavarotti e Ferrari Land”. «L’idea – spiega ancora la Mantovani - è stata proprio quella di prendere l’occasione di Expo per portare alla visibilità di tutti i turisti le eccellenze del nostro territorio». Il Cavallino e “Big Luciano”, certo, ma anche salumifici, acetaie, centri storici e monumenti. «Realtà che fanno grande l’Italia».

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