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SASSUOLO

Asilo nido, meno iscritti: «Famiglie senza soldi»

di Gabriele Bassanetti; di Gabriele Bassanetti
Asilo nido, meno iscritti: «Famiglie senza soldi»

Sono oltre cento i bambini che mancano nelle strutture del Comune L’assessore: «Pronte alcune contromisure per andare incontro agli utenti»

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Cento bambini in meno ai nidi sassolesi. E il bilancio del servizio pubblica istruzione (oltre a quello delle strutture, specialmente quelle private) ne risente. Il dato è emerso componendo il documento previsionale 2015. In parte il problema è dovuto al calo delle nascite, ma si deve anche alla crisi economica. Oggi è più difficile permettersi le centinaia di euro di retta del Nido, anche con le agevolazioni. Il Comune quindi corre ai ripari, per venire incontro a esigenze economiche e organizzative dei cittadini che evidentemente stanno cambiando: «Abbiamo optato per una nuova organizzazione – spiega l'assessore alle politiche educative Maria Savigni - volta all’ottimale utilizzo delle risorse disponibili, oltre che al mantenimento delle condizioni qualitative. Abbiamo, inoltre, voluto garantire una pluralità di offerte che meglio rispondano alle mutate esigenze delle famiglie. Si attiverà quindi, se ci saranno abbastanza richieste un nuovo servizio integrativo, lo “Spazio bambino” presso un nido comunale, per offrire alle famiglie una maggiore flessibilità negli orari e, al tempo stesso, costi contenuti. Il servizio sarà rivolto ai bambini in età compresa tra 1 e 3 anni e prevede una frequenza ridotta rispetto al servizio di nido tradizionale (antimeridiana), senza somministrazione del pasto». Questa è la prima contromisura, le altre verranno concordate con tutti i soggetti coinvolti: «Attiveremo un tavolo di lavoro con compiti di ideazione e progettazione di nuove forme di servizi dedicati alla prima infanzia, da attivare a decorrere dall’anno 2016/2017». E comunque sulla qualità non si transige e si rilancia con l'inglese: «Siccome siamo fermamente convinti del fatto che, nel mondo di oggi, l’apprendimento della lingua inglese sia fondamentale tanto quanto la conoscenza della madrelingua, avvieremo già dall’ultimo anno dei nidi una sperimentazione per l’insegnamento della lingua, in un progetto che proseguirà anche alla scuola materna». Per i bambini dei nidi ci sarà anche il Centro estivo: «Nel mese di luglio – chiarisce Maria Savigni - attiveremo un servizio ricreativo estivo rivolto ai bambini frequentanti i nidi d’infanzia comunali, avviando gli utenti richiedenti presso le strutture private per la prima infanzia operanti sul territorio». Sarà così possibile incrementare le convenzioni esistenti, falcidiate dal calo degli iscritti nell'anno scolastico, fino a un numero massimo complessivo di 30 bambini. La retta passerà comunque da 475 a 390 euro.

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