Chi impazzisce dietro Moby Dick non torna più...
Regina e quel Corrado che tutte cercavano Gli sguardi, l’amore, il quaderno, la canzone
Corrado mancava dall’ufficio da alcuni mesi, ma quest’assenza aveva creato una presenza assidua che si animava attraverso i racconti degli altri colleghi. Regina era stata assunta da poco e ascoltava attenta ogni aneddoto su questo uomo che amava l’Africa tanto da andarci spesso, in un periodo in cui viaggi di questo tipo erano per pochi. Se lo immaginava Regina, immaginava i suoi occhi, quale piega potessero prendere le sue labbra mentre si distendevano nel più attraente dei sorrisi. Ogni racconto aumentava l’alone di mistero dell’aurea creata attorno a Corrado. Un giorno anonimo, come tanti in un ufficio, venne aggiunta una sedia in più al tavolo delle riunioni. Era per Corrado. Regina lo guardò stupita e curiosa. Ne scrutò il suo volto come fosse un quadro per capire quale evento avesse dipinto quell’espressione, che dolore avesse solcato le sue guance, che risata avesse contornato i suoi occhi.
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La mente vagava, la riunione scorse via più veloce del solito. Più lentamente, passò il tempo tra quel giorno e il vero primo incontro tra i due colleghi. Nel grigiore quotidiano, non c’era donna che non cercasse di attirare l’attenzione di questo carismatico uomo, in gare di agilità per accaparrarsi la sedia vicino alla sua, a pranzo o alla scrivania. “La caccia non finisce mai” dice una strofa di quella canzone che passavano alla radio. Regina continuava a osservare tutto, in silenzio prendeva note mentali, come commiserando le colleghe, guarda come ci si può ridurre pur di avere un uomo... A Corrado riservava indifferenza: forse proprio ciò che lo spinse ad avvicinarsi, con modi discreti e argomenti che la interessavano. Cominciarono così a parlarsi, a raccontarsi come il destino aveva scritto le loro vite fin lì. L’interesse di Corrado per Regina si trasformò presto in un invito a cena.
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Regina stava vivendo una fase complicata con il suo fidanzato ed era in procinto di essere inviata in un’altra sede aziendale lontana da Modena per tre mesi. Razionalmente, non prese in considerazione un ipotetico coinvolgimento. Magari quando sarebbe tornata, se l’interesse fosse sopravvissuto. I 200 chilometri che si erano frapposti a loro, non destabilizzarono Corrado che un giorno arrivò a sorpresa facendo breccia nell’armatura cerebrale che Regina aveva deciso di indossare. Minuto dopo minuto ogni tentativo di resistenza vacillò sotto i battiti accelerati dei cuori. La passione li travolse, e week-end dopo week-end passarono dal sesso a far l’amore. Ma il passato di Corrado ciclicamente tornava a bussare alla porta: la ex fidanzata con la quale si incontrava per chiarire questioni lasciate in sospeso, diceva. Le donne sono sempre molto più risolute degli uomini. Mentre Corrado viveva l’entusiasmo del nuovo incontro e non recideva le radici della vecchia storia, Regina troncò di netto con il fidanzato per dedicarsi al suo affascinante “cacciatore”.
E come amava entrare a casa sua, dove tutto parlava di lui, dei suoi viaggi. In questa foto il sole dell’Africa illumina il suo incarnato dorato, in quest’altra il buio della notte è rischiarato dall’aurora boreale e la sua sagoma di spalle è lì a fissare il firmamento. E più le guardava e più si innamorava di lui. La complicità li univa e passavano pomeriggi e serate a raccontarsi avventure, a fare l'amore, a cucinare. C'era a volte un inspiegabile distacco da parte di Corrado: magari poco prima avevano passato una magnifica serata e il giorno dopo al lavoro non la degnava di un saluto per l'intera giornata. Il sesto senso di Regina fece scattare l’allarme e iniziò per lei un lungo periodo di introspezione, scandagliando ogni minuto trascorso insieme, alla ricerca di una colpa da assumersi, di una mancanza che non trovava padrone. “Gli uomini partono per misurare il proprio coraggio. Le donne restano per misurare la propria pazienza” scriveva Karen Blixen ne “La mia Africa. Corrado tornava sempre e Regina lo accoglieva ogni volta più innamorata. Quel pomeriggio, la chiave girò facilmente nella serratura. Era la prima volta Regina si trovava da sola in casa di Corrado. La curiosità la spinse ad esplorare luoghi della casa ancora sconosciuti, ma come capita spesso, i veri tesori stanno proprio sotto i nostri occhi sebbene non ce ne accorgiamo. Il quaderno stava lì, sul tavolo da cucina. Regina iniziò a sfogliarlo. Scritti con la sua grafia snella c'erano i pensieri di Corrado. Le parole scorrevano rivelatrici sotto gli occhi che iniziavano a velarsi di lacrime. Amava ancora la ex fidanzata e sperava in un suo ritorno. “Dove saranno tutti gli amanti che hai?” cantavano il Banco del Mutuo Soccorso nella loro Moby Dick che risuonava in quella cucina tramutatasi in aula di una corte dove all’arrivo di Corrado venne dichiarato un verdetto inappellabile. Purtroppo non esiste un tribunale sentimentale e chi è colpevole in amore, raramente sconta la propria condanna. Corrado partì in vacanza con la sua ex, non prima di aver scritto una lettera di vaghe giustificazioni che Regina strappò. L’amore, dopo un po’ di tempo e parecchio dolore, la risarcì con una nuova storia, più appagante e matura, ma ogni volta che sulle onde radio riparte la caccia del capitano Achab, la mente rinaviga verso quel pomeriggio in cui la storia tra i due colleghi affondò in un mare di parole non dette … “Chi impazzì dietro a te, non tornò mai più… Moby Dick”.
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