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CONCORDIA

Cpl, adesso si prova con Cantone

Cpl, adesso si prova con Cantone

E ieri Verrini, Rinaldi, Simone trasferiti in aereo da Napoli a Modena

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CONCORDIA. Continua a ruotare come un turbine, con epicentro Modena, la vicenda Cpl. Adesso viene tirata in ballo anche l’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, per provare a blindare e garantire gli appalti dell’azienda, e conseguentemente il lavoro. Questa la strada discussa nel vertice dei sindaci ieri in Prefettura, mentre da Napoli sono arrivati in aereo i primi tre arrestati di cui il Tribunale di Napoli si è “liberato”, dichiarando competente quello di Modena.

A disporne il trasferimento d’urgenza il giudice Romito, nella articolata ordinanza che ha riequilibrato l’inchiesta, confermando da un lato la competenza del foro modenese e dall’altro confermando nelle imputazioni che per la vicenda di Ischia si deve parlare di corruzione impropria, reato meno grave della corruzione propria.

Il giudice ha deciso in extremis, scongiurando il rischio che i tre - Rinaldi, Simone e Verrini - venissero scarcerati per decorrenza dei termini, visto che il Tribunale del riesame di Napoli non aveva deciso nulla, rimettendo gli atti a Modena, mentre però i termini continuavano a decorrere. Oggi lo stesso Gip si recherà in carcere a Modena, per gli interrogatori di garanzia. Ai quali, come di pressi, non parteciperà la Procura, che sta studiando le migliaia di pagine messe a disposizione dai colleghi di Napoli, per mettere a punto i prossimi passi dell’indagine. In prefettura invece i sindaci si erano recati ieri pomeriggio per spingere una immediata riammissione della Cpl nella white list, visto e considerato che da più parti (con tanto di pressanti istanze in Regione) ci si chiede che fine faranno gli appalti che richiedono l’iscrizione alla white list. Al vertice con il prefetto Di Bari c’erano l’assessore regionale Costi e i sindaci Muzzarelli, Silvestri, Prandini e Accorsi. Non c’è stata alcuna riammissione alla white list, che evidentemente non può essere forzata in fretta, ma è rispuntata la proposta formulata da un sindacato. Ovvero si valuta il decreto 90 - quello che ha costituito i poteri di Cantone - e dunque un commissariamento dell’azienda: non il commissariamento del nuovo cda, ma l’affidamento dei singoli contratti e cantieri a commissari inviati da Roma che possano vigilare su legalità e trasparenza. Detto che di commissari ne servirebbero un bel po’, resta solo da attendere l’annunciato trasferimento a Modena anche di Roberto Casari. (a.setti)

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