Domande per capire quel male oscuro chiamato omofobia
Un sondaggio web e interviste telefoniche a 2000 modenesi per accertare quanto sia diffusa la discriminazione anti-gay
Quante sono a Modena le persone che disprezzano gli omosessuali e che usano le loro scelte per discriminarli sui luoghi di lavoro o di studio?
È questo l’obbiettivo di fondo dell’indagine che inizia nei prossimi giorni via web o con interviste telefoniche e che punto a misurare il grado di tolleranza o d’insofferenza della città sull’arcipelago di persone che per comodità vengono etichettate sotto la sigla “Lgbt”. «Gay o lesbiche, bisessuali o transessuali sono ufficialmente tollerati , si dichiarano come tali star dello spettacolo o campioni sportivi - spiega l’assessore Ingrid Caporioni, che ieri ha presentato le iniziative modenesi per la Giornata Europea contro l’omofobia - Però quotidianamente si ripresentano situazioni che ci fanno capire che esiste un’ostilità preconcetta. Il risultato? Violenza e bullismo tra i ragazzi, anche nelle scuole. Non mancano casi estremi, come l’iniziativa della preside del Selmi, che ha escluso da un’ assemblea un rappresentante Arcigay, invitato dalla quasi totalità degli studenti».
Per ascoltare i modenesi è stato attivato un questionario con 400 interviste telefoniche e 2000 richieste di compilazioni on line.
«Già 6 mila modenesi si sono detti disponibili a partecipare all’iniziativa - spiega il sociologo Arrigo Martinelli che per conto del Comune di Modena coordinerà la ricerca assieme a Luca Pietrantoni, docente all’ateneo di Bologna - Saranno scelti quelli che per età, professione e collocazione sociali rappresentano il campione più completo della popolazione. Speriamo in un paio di settimane di completare il lavoro e avere nel mese successivo il risultato completo.
Per avere un’idea dell’accuratezza del lavoro basti dire che quando questi sondaggi vengono compiuti a livello nazionale vengono commissionate un migliaio di interviste. Qui a Modena saremo attorno alle 1500 per la sola città. La nostra pietra di paragone sarà l’indagine Ista del 2011».
Per arrivare al 17 maggio, Giornata contro l’Omofobia, Modena si prepara con una campagna di comunicazione fatta di grandi manifesti da oggi sui muri della città e uno spettacolo al teatro Michelangelo il 15 maggio. E il giorno successivo, dalle 17 alle 22, all’Informagiovani del Comune , test Hiv gratuito con la partecipazione di infettivologi, psicologi e dermatologi.
«Per la prima volta - dice soddisfatto il presidente Arcigay, Alberto Bignardi - siamo stati tutti coinvolti in un lungo lavoro di preparazione. Il calendario è ricco, altre iniziative sono in preparazione. E al Test Day contiamo di avere almeno una cinquantina di persone».
Tra i protagonisti anche l’Agedo, l’associazione che raggruppa i genitori con figli gay.
«Vorremmo che la scoperta degli orientamenti omosessuali di un figlio o di una figlia non fossero traumatici - spiega Claudio Montagna, responsabile modenese - Noi spieghiamo ai genitori l’importanza di un dialogo e soprattutto cerchiamo di dire ai genitori di figli etero che non siamo noi gli untori, i propagandisti di uno stile di vita innaturali. La società di oggi ha bisogno di accordi con tutti e non di scontri ideologici».
Saverio Cioce
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