Querelato da Bassoli, prosciolto Golinelli
Dire di una azienda comunale, nell’ambito di un dibattito politico e cittadino, che è “in bancarotta” non significa necessariamente fare riferimento a reati commessi da amministratori che non vengono...
Dire di una azienda comunale, nell’ambito di un dibattito politico e cittadino, che è “in bancarotta” non significa necessariamente fare riferimento a reati commessi da amministratori che non vengono neppure citati, ma è una espressione gergale che non merita la celebrazione di un procedimento - e un processo - penale per diffamazione a danno di quegli amministratori.
È un po’ questa la conclusione dell’iter giudiziario promosso da Giorgio Bassoli, ex amministratore comunale ed amministratore di Acof, l’agenzia comunale di onoranze funebri di Mirandola. Bassoli ha querelato per diffamazione il consigliere comunale della Lega Nord, Guglielmo Golinelli (nella foto) . La vicenda risale ad un anno fa, prima che Acof venisse poi affidata ad una azienda esterna che la sta decisamente ristrutturando. All’epoca, nel pieno delle polemiche, si dibatteva della Acof. Golinelli, nello spazio assegnato al gruppo consiliare della Lega Nord, aveva scritto sul periodico del Comune che “ad una città come Mirandola, già messa alle strette dal patto di stabilità e dal terremoto, ora si aggiunge questa zavorra, una impresa redditizia sin dalla notte dei tempi, misteriosamente in bancarotta”. Bassoli, in qualità di amministratore, si era sentito offeso e così per il tramite dell’avvocato Marastoni ha querelato Golinelli, difeso dall’avvocato Tullio Virgili. Ma il pm già un anno fa ha chiesto l’archiviazione, motivando che si trattava di libertà di manifestazione del pensiero e il termine non era stato usato in senso tecnico. Bassoli si è opposto all’archiviazione, spiegando che quelle parole evocavano invece la commissione di reati e una situazione (bancarotta) falsa. Ma il giudice Paola Losavio alla fine ha archiviato, condividendo la tesi di Procura e difesa.
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