Il pane di Pavullo “arriva” all’Expo grazie a Pupi Avati
PAVULLO. Il pane di Pavullo arriva all’Expo. Lo fa grazie al mediometraggio realizzato da Pupi Avati per le Ferrovie dello Stato, dal titolo “Un viaggio di cento anni”, che sarà trasmesso anche sulle...
PAVULLO. Il pane di Pavullo arriva all’Expo. Lo fa grazie al mediometraggio realizzato da Pupi Avati per le Ferrovie dello Stato, dal titolo “Un viaggio di cento anni”, che sarà trasmesso anche sulle reti Rai. Avati, a sorpresa, ha contattato il Comune chiedendo disponibilità a partecipare al progetto, ottenendo subito un sì dal vicesindaco Morena Minelli. E così anche il capoluogo del Frignano è entrato nella storia, che narra di un convoglio ferroviario in partenza nel maggio 1915 per arrivare a destinazione oggi.
Ogni vagone racconta un’epoca della storia italiana e l’ultimo, il primo nella narrazione, si ferma alla stazione di Pavullo per far salire i ragazzi destinati al fronte della Grande Guerra, tra cui i fratelli Vigetti. La loro mamma li fornisce di biancheria, ma soprattutto di una pagnotta di Pavullo e di una forma di pecorino. Si vede la madre impastare e infornare il pane speciale che mangeranno nel loro viaggio dicendo “Il pane di Pavullo, il pane migliore del mondo”.
Avati, nello scegliere proprio il pane pavullese, ha scavato nei propri ricordi, richiamando alla memoria gli anni ’50, quando il Panificio Verichese, gestito da tre generazioni dalla famiglia Piccioli, iniziò a portare il pane a Bologna, entrando così a far parte dell’infanzia del regista.
Ma il pane di Pavullo è tutto di ottima qualità, prodotto da forni con anche più di un secolo di vita, tanto da venire classificato qualche anno fa da Sette, il settimanale del Corriere della Sera, fra i migliori d’Italia. «Quello che nessuno si aspettava - racconta Morena Minelli - è che ci è stato chiesto di partecipare attivamente alle riprese. Così io, Simona Borelli, Sarah Brambilla e Susy Morini abbiamo indossato costumi d’epoca e impastato il pane. È stata un’esperienza indimenticabile: nella troupe di Avati abbiamo trovato tanta professionalità e altrettanta umanità. Le spese sono state sostenute dalla “Duea Film” e così Pavullo e i suoi prodotti sono arrivati all’Expo senza far spendere al Comune un euro». (d.m.)
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