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La buca e l'incidente mortale: il Comune di Modena due volte nei guai

di Carlo Gregori
La buca e l'incidente mortale: il Comune di Modena due volte nei guai

Nell’inchiesta si profila un avviso di garanzia al tecnico responsabile della strada. C’è la tegola della causa civile

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Mirko Sergi potrebbe presto essere indagato per omicidio colposo. Ma anche al Comune potrebbe arrivare un avviso di garanzia all’indirizzo del responsabile per il tratto di via Cavazza in cui è avvenuto l’incidente. In questo caso l’ipotesi potrebbe essere di colpa per negligenza in merito alla buca che ha provocato lo sbandamento della moto sulla quale era trasportata la vittima, Marika Sergi, 22enne, sorella del guidatore. Non solo: se si avviasse una causa civile, il Comune sarebbe incolpato di essere responsabile della mancata cura della strada.

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Al pm Marco Imperato, titolare dell’indagine, spetta un delicato caso, ora che il medico legale ha terminato gli accertamenti sul corpo di Marika - la 22enne morta domenica nel primo pomeriggio per l’urto violento della testa contro un palo mentre girava in moto con il fratello - e ora che il magistrato ha dato il nulla osta per far sì che la salma venga presa in carico dalle onoranze funebri per il funerale a Casarano di Lecce, paese d’origine della ragazza. La Procura si occupa solo del versante penale, ovviamente. Il fascicolo, aperto subito dopo l’incidente, si basa sulle indagini dell’infortunistica della polizia municipale mentre il magistrato attende l’esito dell’accertamento autoptico compiuto ieri in Medicina legale dallo staff del professor Silingardi.

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L’accertamento autoptico riveste una particolare importanza: servirà a stabilire dei punti fermi sulle cause della morte della ragazza. Soprattutto, servirà a capire se Marika ha immediatamente battuto il capo contro il palo mentre la moto guidata dal fratello sbandava oppure se la ragazza ha perso l’equilibro per l’urto con la buca e solo dopo ha battuto il capo contro il palo. La differenza non è da poco.

Infatti, sono due gli elementi centrali di questa tragedia: il primo è il fatto che Marika girava in moto senza casco (come suo fratello Mirko, alla guida del mezzo) e il secondo è la buca nella strada, invocata da Mirko come la causa della sbandata della moto terminata con la morte della sorella.

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Non sono fatti concatenati ma formano senza dubbio un concorso di cause indipendenti che ha portato al decesso. Nell’inchiesta si dovrà perciò stabilire se e quanto può aver pesato la presenza della buca sulla strada nella dinamica dell’incidente. È probabile che Mirko venga indagato per omicidio colposo: è vero che stava facendo solo un giretto di prova, ma in ogni caso al momento dell’incidente viaggiava con una passeggera senza casco e la responsabilità di questa mancanza ha provocato la violazione che ha prodotto la morte della sorella. Tecnicamente, dunque, la sua potrebbe risultare una condotta omissiva per la sicurezza di chi era trasportata. Inoltre, il pm dovrà identificare il responsabile del Comune incaricato di vigilare sullo stato di manutenzione del manto stradale di via Cavazza.

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La buca chiusa a grande velocità dopo l’incidente costituisce insomma una potenziale negligenza. Questo incaricato va infatti considerato un garante della sicurezza stradale: invece l’incidente ha rivelato che pur essendo prevedibile un pericolo da quella buca non erano state messe in atto misure sufficienti per impedirlo. Infine, anche se si tratta di un’iniziativa che può nascere solo dai familiari di Marika, il Comune dovrà affrontare un’altra evenienza: la possibilità che venga avviata un’azione civile. In questo caso il Comune verrebbe incolpato per non aver adeguatamente custodito la strada, bene affidatogli per legge. E secondo il diritto civile spetterebbe proprio al Comune il difficile compito di dimostrare di non essere colpevole, dato che la legge prevede che è l’onere della prova a suo carico. In caso di causa civile, quindi, andrebbe calcolato il danno per la morte di Marika, indipendentemente dall’esito penale.

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