Una voce al fianco delle neomamme
«I primi mesi dopo il parto sono un momento delicato. Abbiamo creato una comunità che si autosostiene e si aiuta»
«I primi mesi dopo il parto sono un momento molto delicato, per le neo mamme, che a volte devono convivere con tensioni familiari non facili. Noi ci siamo per ascoltare chi ha bisogno di essere ascoltato, dare una spalla su cui piangere a chi ne ha necessità, ma anche solo per prendere un te e farsi una risata tra un biscotto e l'altro».
Racconta così Ornella Maggiore, mamma volontaria di Sos Mama, che cosa fa con l'associazione: semplicemente c’è per chi ha bisogno. «Ho conosciuto Sos Mama nel 2003 quando, dopo un parto difficile, non riuscivo ad allattare al seno il mio secondo figlio - continua Ornella - Era una cosa a cui tenevo molto e in cui credevo, e pur sapendo che era una cosa che potevo fare, avevo perso la fiducia in me stessa. Quindi ho chiamato il numero di Sos Mama e una mamma volontaria è venuta da me, abbiamo parlato, le ho raccontato quello che avevo vissuto e quello che stavo vivendo. Le ho raccontato delle mie difficoltà nell'allattare. Lei semplicemente mi ha ascoltata, mi ha detto che ero una mamma e che per questo ce l'avrei fatta, e così è stato. E ho allattato al seno mio figlio fino a quando non è arrivato all’età di tre anni e mezzo». La condivisione dei problemi, degli atteggiamenti, delle preoccuazioni, delle risposte, del modo di affrontare le avversità, certamente fa la differenza.
L'associazione, nata per promuovere l'allattamento materno, col tempo si è sviluppata, dando vita ad una vera e propria comunità di mamme che condividono esperienze, sicurezza e insicurezza: «Le informazioni tecniche che diamo sono davvero poche, quel che facciamo è esserci nel modo che ciascuna mamma ritiene migliore per la propria situazione familiare di riferimento».
Dopo un primo contatto telefonico le mamme volontarie di Sos Mama si recano solitamente a casa della neomamma che ha chiesto aiuto per darle una “consulenza” quanto più personalizzata possibile a seconda del caso specifico che ci si trova a dove rfronteggiare: «Seguiamo regolarmente corsi di formazione di Oms e Unicef - ci tiene a puntualizzare Ornella - ma come mamme alla pari quando ci rendiamo conto che serve un intervento che va al di la del semplice ascolto, indirizziamo le neomamme verso le strutture preposte a fornire eventuali prestazioni diverse dal nostro semplice appoggio».
Più spesso, fortunatamente, le mamme volontarie si trovano a gestire i piccoli problemi quotidiani che chi è stata neomamma ben conosce: quando si ha a che fare con un neonato anche farsi una doccia più diventare un'impresa titanica. «La cosa più “strana” che come volontaria ho fatto? Andare a fare la spesa per una mamma in ansia all'idea di portar fuori il proprio piccolo per paura del freddo!», conclude Ornella. Ma del resto si sa, come dice un proverbio senegalese, “un bambino è come un tetto, ci vuole più di una mano per tirarlo su” (per info: www.sosmama.it).
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