Gazzetta di Modena

Modena

No al registro delle unioni civili

di Marco Pederzoli

Savignano. La maggioranza respinge la proposta Pd per le coppie di fatto

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SAVIGNANO. La maggioranza del consiglio comunale ha detto no all’istituzione di un registro delle unioni civili, con la motivazione che “una normativa sulle coppie di fatto per Savignano esiste già ed è costituita dall’articolo 4 del D.P.R. (decreto del presidente della repubblica) n.223/1989, che disciplina appunto la composizione della famiglia anagrafica”.

Agli atti, quindi, la maggioranza ha in sostanza risposto “picche” all’opposizione del Pd, che chiedeva appunto l’istituzione di questo registro, come già avvenuto in altri comuni della stessa Unione (in primis Spilamberto). A spiegare perché la maggioranza ha votato no è la vicesindaco, Ana Maria Tabilio: «Noi vogliamo garantire pari opportunità a tutti, indipendentemente che si iscrivano o meno al Registro delle Unioni Civili.

Quest’ultimo si è rivelato essere uno strumento inefficace per assicurare un principio di uguaglianza e parità sia alle “coppie di fatto” eterosessuali sia a quelle dello stesso sesso. Basti pensare che il Comune di Bologna ha introdotto il Registro nel 1999 ma, ad oggi, le persone che vi hanno aderito sono un numero veramente esiguo. Il mancato successo è dovuto anche al fatto che viene percepito come un’inutile schedatura, che può creare, per paradosso, una discriminazione al contrario». Sulla stessa linea Angelo Balestri, capogruppo della maggioranza in consiglio comunale.

«Dotarsi del Registro delle Unioni Civili può far guadagnare qualche titolo di giornale in più. Ma poi quale effetto pratico ha? Ci auguriamo che altre amministrazioni seguano il nostro esempio per non creare facili illusioni o deludere troppe aspettative». Riferendosi poi al già citato decreto del presidente della Repubblica, ancora il vicesindaco Tabilio aggiunge: «L’Amministrazione comunale intende continuare ad applicarlo e in più si impegna a rimuovere eventuali situazioni di disparità che dovessero sorgere in futuro tra le coppie di fatto e le coppie fondate sul vincolo del matrimonio. Auspichiamo - conclude il vicesindaco - inoltre l’esigenza di una legislazione nazionale che, nel rispetto dei principi fondamentali della Costituzione della Repubblica, superi le situazioni di disuguaglianza e di discriminazione tra i cittadini in materia di unioni civili».

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