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Ostetricia fiore all’occhiello con 323 nascite

Ostetricia fiore all’occhiello con 323 nascite

A marzo 2014 il reparto, al centro di battaglie per la sopravvivenza, guidato da Maria Cristina Galassi

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È il reparto che più è stato al centro dell’attenzione negli ultimi tempi, soprattutto per il punto nascite, con battaglie per la sua sopravvivenza e la nomina di un primario che hanno ampiamente mobilitato la popolazione, a partire dal Comitato Mamme del Frignano. L’ostetricia-ginecologia è sempre stata un fiore all’occhiello dell’ospedale, e continua ad esserlo dopo l’affidamento, nel marzo 2014, a Maria Cristina Galassi, che ha assunto la carica di direttore della struttura complessa per Pavullo e Sassuolo.

Ma anche se venuta dall’esperienza professionale di Mirandola, si tratta di una montanara doc, nata a Montefiorino e sposata con un pavullese, molto soddisfatta di questo primo anno di esperienza.

«Mi sono trovata subito veramente bene - osserva - in un ambiente con operatori di grande professionalità e umanità, che in piccoli ospedali come questo fanno davvero la differenza». Nel 2014 qui sono nati 323 bambini, con una lieve diminuzione che rispecchia un po’ il quadro di tutta la Provincia, a parte il Policlinico.

Va sottolineato peraltro che quello di Pavullo è un punto nascite di primo livello, ovvero predisposto all’assistenza per la gravidanza fisiologica (quella a termine dalla 37esima settimana) o comunque a basso rischio. «Tutto quello che non rientra in questo profilo - spiega la dottoressa - viene ricondotto a un sistema a rete con altre unità operative, Sassuolo innanzitutto, mentre per i casi eccezionali il riferimento è sempre il Policlinico. Le realtà piccole come quella di Pavullo sono una grossa risorsa se si inseriscono in un percorso più ampio: non si può più pensare di fare tutto, quello però che viene fatto deve essere garantito molto bene».

Ecco dunque un servizio che parte dalla collaborazione con i consultori per consulenze e diagnostica, e al momento del parto mette a disposizione una dotazione articolata per il controllo del dolore: pur non potendo effettuare un parto analgesico, grazie all’esperienza delle ostetriche c’è comunque la disponibilità di idropuntura, digitopressione, massaggi e altro, compresa una vasca con doccia dotata di cromoterapia donata nel settembre scorso dal Comitato Mamme. Il tutto al servizio di un equipe formata da sei medici (perché c’è anche una Ginecologia che garantisce la chirurgia a bassa complessità) e una quindicina di ostetriche, ormai storiche.

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