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inchiesta cpl. lunedì gli interrogatori

«Quella carcerazione è illegittima»

«Quella carcerazione è illegittima»

Rinaldi e Simone contestano i tempi, la procura si appella al gip

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CONCORDIA. Secondo gli avvocati difensori di Maurizio Rinaldi e Francesco Simone la misura cautelare in carcere non sarebbe più sostenibile. Lo hanno fatto presente al giudice per le indagini preliminari, Andrea Romito, nel corso dell’interrogatorio di garanzia avvenuto al Sant’Anna. L’oggetto del contendere riguarda i tempi di valutazione fatti dal tribunale del Riesame di Napoli. La tesi difensiva - oltre al fatto che Rinaldi è incensurato e non ricopre più cariche in Cpl - ha puntato sui tempi scaduti, che potrebbero portare alla scarcerazione. Semplificando, il Riesame che indicò la procura antimafia di Bologna come titolare dell’inchiesta, corresse il giorno successivo il proprio parere, disponendo l’invio delle carte a Modena. Ma nel day-after i tempi per confermare le misure cautelari erano già scaduti. Un errore tecnico evidenziato dagli avvocati.

Di fronte a questa tesi, la procura di Modena ha già inviato un’accurata relazione al gip Romito e semmai è pronta a reiterarla anche al tribunale del Riesame di Bologna nel caso in cui gli indagati vi facessero ricorso. Ma intanto lunedì, alle 9,15, ci sarà il primo contatto diretto tra il pool di magistrati modenesi - il facente funzioni Lucia Musti con i sostituti Niccolini e Mazzei - con Nicola Verrini, Francesco Simone e Rinaldi. Dopo aver letto le 12mila pagine di atti, la procura sosterrà un interrogatorio diretto non avendo partecipato a quello di garanzia con il gip Romito.

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