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Schermaglie sul bilancio a Fiorano

Schermaglie sul bilancio a Fiorano

Dopo il “buco” di 830mila euro nullaosta al preventivo con polemica tra Pd e M5s

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FIORANO. Il consiglio comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015. Rispetto al testo e ai numeri di bilancio come erano stati illustrati nella seduta di presentazione, è arrivata, come anticipato dalla Gazzetta, una ulteriore diminuzione di 830mila euro con la necessità di rivedere spese e entrate per mantenere il bilancio in pareggio. Attraverso un emendamento è stato perciò approvato un ulteriore incremento, seppure contenuto, dell’addizionale Irpef da 0,5 a 0,55 per mille; maggiori entrate sono state previste anche dal gettito Imu, non intervenendo sulle aliquote ma dai terreni agricoli, come indicata nelle stime ministeriali; da accertamenti tributari Imu e Tasi, intensificando e potenziando i progetti di evasione tributaria; dalle sanzioni relative al Codice della strada attraverso un potenziamento delle attività di controllo dei limiti di velocità; dai canoni di locazione Acer destinati ad interventi di contrasto dell’emergenza abitativa già programmati.

Inoltre sono previste diminuzioni di spesa per il servizio di raccolta e smaltimenti dei rifiuti solidi urbani (71mila euro) e tagli di spesa diffusi su diverse funzioni e servizi (340mila euro).

Il Partito democratico, rinnovando la sua fiducia all’azione del sindaco e della giunta, attraverso il capogruppo Giovanni Gilli ha approvato il bilancio perché, “nonostante i tagli, non tocca le tariffe, mantiene i servizi sociali, educativi e culturali, applica la tassazione con il criterio della progressività in base al reddito”.

Critico invece il Movimento 5 stelle con il capogruppo Giuseppe Amici: «L’Imu agricola che per compensare i tagli dallo Stato verrà applicata, per un gettito di 80mila euro, significa nient’altro che aumentare le tasse locali perché lo Stato dà meno soldi. Ma la forza politica che governa l’Italia è la stessa che governa localmente. Significa che c’è connivenza e partecipazione di intenti. Infatti non si riducono i finanziamenti ai partiti o all’editoria, ma agli enti locali. Localmente potevano vedere il piano delle spese correnti e produrre risparmi visto che ci sono meno soldi, ma invece preferiscono tenere le stesse spese e per finanziarle aumentano le tasse che il cittadino paga. Adesso anche i fioranesi che hanno dei terreni, magari improduttivi, si troveranno a pagare questa odiosa tassa. Sulla Tari l’anno scorso abbiamo visto un aumento posto da Hera a un incredibile 5% senza possibilità di verifica. Arrivano gli aumenti e vengono applicati, i nostri uffici sono dei passacarte. Bene, quest’anno si baseranno su quanto posto l’anno scorso diminuito del 2,5%. Si sono accorti che non possono più aumentare indiscriminatamente e si accontentano di un aumento del 2,5% in due anni, sempre il doppio della inflazione comunque. Ma sempre senza verifica preventiva. Anche sul tema di riportare in ambito pubblico i servizi non c’è nulla in questo bilancio. Anzi si percorre la strada inversa, assegnando la gestione del cimitero ad una azienda privata. Sul tema acqua pubblica invece vuoto di iniziative, che significa vuoto di idee e di proposte».

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