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Tazzioli: «Vogliamo spiegare a tutti la qualità della vita»

Tazzioli: «Vogliamo spiegare a tutti la qualità della vita»

Il responsabile della struttura di chirurgia oncologica: «Una dieta alimentare adeguata aiuta la prevenzione»

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L'appuntamento è per giovedì 14 e venerdì 15 maggio alla Camera di Commercio, con il convegno “Prevenire i tumori passando per la buona cucina” organizzato da Esprit srl - società di servizi con sede a Mirandola specializzata in formazione aziendale e sanitaria, una delle aziende danneggiate gravemente dal sisma nel 2012 - con il sostegno di Bper. L'ideatore del simposio è il modenese professor Giovanni Tazzioli, che presso l'Azienda Ospedaliero - Universitaria Policlinico di Modena è responsabile della Struttura di Chirurgia Oncologica e Senologica e del Punto Amico - Percorso Senologico.

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Uno show cooking, per la prima volta, abbinato a quattro sessioni scientifiche.

«Ci tengo a sottolineare che in una regione come la nostra, dove la cultura del cibo è molto importante e dove ci sono anche alcune specialità alimentari che non rispondono esattamente ai requisiti ideali, il nostro obiettivo non è quello di demonizzare ma piuttosto di mettere in evidenza quali sono i cibi che possono favorire una buona e corretta educazione alimentare, puntando prima di tutto sulla qualità dei prodotti e favorendo quella filiera diretta che potrebbe avere una grossa ricaduta economica sul tessuto sociale: per questo abbiamo voluto la presenza di istituzioni come Bper e Coldiretti, che hanno compreso l’importanza del progetto. Il convegno vuole essere la piattaforma di lancio per poi coinvolgere in futuro anche la Facoltà di Economia e Commercio».

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Oggi è possibile prevenire i tumori passando per la buona cucina?

«Le evidenze scientifiche dimostrano che alcuni elementi come l’alimentazione, la scelta di cibi naturali, le modalità di preparazione e di cottura dei cibi, alcuni stili di vita e in particolare la non sedentarietà quindi un regolare esercizio fisico – che non significa necessariamente svolgere attività agonistiche – portano ad un miglioramento della qualità della vita, in termini di riduzione delle malattie croniche metaboliche (come il diabete) e in termini di prevenzione per quanto riguarda lo sviluppo dei tumori».

Questo vale anche per il tumore alla mammella, su cui si concentrerà il convegno in correlazione allo stile di vita?

«Assolutamente sì. Una corretta alimentazione e un regolare esercizio fisico possono migliorare la prognosi delle pazienti con tumore al seno. Non solo. Gli studi epidemiologici dimostrano che le donne che hanno avuto un tumore al seno e sono in sovrappeso, hanno un maggior rischio di ricomparsa della malattia (recidiva): forse non tutti sanno che gli estrogeni, di cui i livelli alterati rappresentano un fattore di rischio per il tumore della mammella – non sono prodotti solo dalle ovaie, ma anche da altre ghiandole come i surreni e dal tessuto adiposo: questo significa che nelle donne in sovrappeso vi è una maggiore produzione periferica di estrogeni la quale, in postmenopausa sembra essere associata ad un maggior rischio di recidive. Da qui, l’esigenza di introdurre – in particolare nelle donne in sovrappeso dopo la menopausa– una dieta alimentare adeguata».

A Modena che cosa viene fatto per assistere le donne malate di tumore al seno?

«Presso l’Azienda Ospedaliero -Universitaria Policlinico di Modena abbiamo il Punto Amico - percorso senologico per donne con diagnosi o sospetto di tumore al seno. L’approccio è ovviamente multidisciplinare e mette insieme, sotto il coordinamento di un oncologo, competenze di professionisti esperti in chirurgia senologica, chirurgia plastica, oncologi, radioterapisti, anatomopatologi, fisiatri, psicologi, che, in stretto collegamento con radiologi senologi, sono in grado di garantire appropriate prestazioni sanitarie, ottimizzando inoltre i tempi di trattamento e la semplificazione delle cure stesse». (d.b.)

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