Un Autodromo di emozioni
Ferrari e Maserati provavano insieme le vetture, poi gare di F2. Una mostra del Circolo della Biella
Una mostra per festeggiare un pezzo di storia nato nella nostra città.
Oggi l’autodromo di Modena spegne le sessantacinque candeline. Era il 7 maggio 1950 quando Alberto Ascari su Ferrari inaugurò il circuito vincendo il Gran Premio di Modena in Formula 2. E per le celebrazioni il 26 e 27 settembre la Fiera accoglierà un’esposizione per celebrare il compleanno, con auto d’epoca e foto sinora inedite.
Un evento nella cornice della Modena Motor Gallery, curata dal Circolo della Biella.
«Intendiamo mostrare sia il punto di vista agonistico sia quello sociale - ha spiegato il vicepresidente del Circolo, Matteo Panini - Tra gli anni ’50 e ’60 c’erano la Ferrari e la Maserati che provavano le vetture nello stesso posto. Pensi se lo facessero oggi McLaren e Williams. Con l’autodromo in vita, Modena era la capitale di motori, come lo era Roma per la dolce vita».
Un passato che tornerà presente con le vetture e le immagini. «La mostra sarà divisa in isole - continua Panini - Ce ne sarà una prettamente storico-documentale, in cui saranno descritte le gare principali, comprese quelle meno famose. Saranno ricordati anche i campionati universitari, una realtà spesso sconosciuta. Ci sarà pure l’area ribattezzata “Hall of Fame”, dedicata ai campioni più importanti. Si racconterà anche il lato più tragico degli incidenti, tra cui quello di Eugenio Castellotti morto nel 1957 sulla pista».
Tra le vetture, una Ferrari F2 e una Stanguellini Delfino di Formula Junior del 1950, una Maserati 250 F (l’auto resa grande proprio da Fangio) e una Barchetta. Ancora, una Fiat 1100, senza dimenticare le moto.
«Ci saranno anche molte foto inedite», ha detto ancora Panini. Immagini che racconteranno un’epoca, in cui i grandi dei motori si davano appuntamento a Modena, in una struttura che era anche un aeroporto e per qualche tempo anche una scuola per piloti.
«L’autodromo ha costituito una piccola Indianapolis a livello europeo - aggiunge Mauro Battaglia, amministratore unico di Vision Up - C’erano personaggi famosissimi e ha creato un indotto incredibile; per le gare c’erano dai 20 ai 25 mila spettatori. Ai tempi era un richiamo davvero straordinario per chiunque».
Un’età dell’oro che tramontò negli anni ’70, quando la Rossa inaugurò la pista di Fiorano. Oggi l’autodromo è inserito nel parco Ferrari, il secondo più grande di Modena, e ha una storia in attesa di essere raccontat e rispettata.
Nei pressi degli ingressi, infatti, c’erano diversi busti, creati dallo scultore Alessandro Rasponi. In essi sono raffigurati piloti come Nuvolari, Fangio, Alboreto, ricordati nelle passeggiate del parco. Nel febbraio del 2012 ne furono rubati cinque: poche settimane dopo furono ritirati tutti.
«Mi piacerebbe che le aziende modenesi li adottassero - ha rilanciato Battaglia - magari mettendo il loro marchio sotto. Le persone venivano dall’estero per vederli, è un nostro tesoro. Contiamo di agganciare molti turisti dall'Expo perchè capiscano quali sono le nostre potenzialità».
«Fare le mostre è facile - ha concluso Panini - ma è difficilissimo far capire che Modena in quegli anni ha vissuto in un mondo magico».
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