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Gli ex colleghi difendono Rispoli

Gli ex colleghi difendono Rispoli

Castelfranco. In Aula negato il sistema corruttivo e il consulente non trova soldi

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CASTELFRANCO. Il puzzle dell’operazione Demiurgo, che portò in carcere i tecnici comunali Nicola Rispoli e Marco Prisciandaro, continua a comporsi. Ieri, in tribunale, sono saliti sul banco dei testi quattro persone chiamati dalla difesa di Rispoli, ai tempi capo ufficio tecnico del Comune di Castelfranco. Gli avvocati del tecnico, Cosimo Zaccaria e Marco Pellegrini, hanno contestato il “sistema Rispoli”, che prevedeva, stando all’accusa sostenuta dal pm Francesca Graziano, un versamento del 5% dell’importo sul bando di gara per fare vincere un’azienda piuttosto che un’altra. Tra le testimonianze più importanti c’è senza dubbio quella di un consulente contabile, che analizzando i movimenti del conto corrente di Rispoli, ha evidenziato la limitata disponibilità di contanti. Non ci sono, in sostanza, “fondi neri” bonificati sulle disponibilità bancarie dell’architetto tanto che la stragrande maggioranza degli acquisti fatti dal tecnico avvenivano con pagamenti attraverso carte o bancomat e i movimenti non lasciano presagire particolari disponibilità economiche rispetto al passato.

È poi toccato a due tecnici comunali spiegare il funzionamento degli appalti in Comune. È stato raccontato come all’ufficio Lavori Pubblici non ci fossero aziende “amiche” o avantaggiate, anzi. Nessun privilegio, quindi, almeno all’apparenza e addirittura su alcuni bandi di gara Rispoli si sarebbe limitato esclusivamente a timbrarli in quanto capo ufficio. Semplificando: erano talmente tanti i bandi da dover organizzare e seguire che talvolta l’architetto non se ne occupava in prima persona, ma delegava ai propri collaboratori per poi apporre il sigillo finale.

Si tratta quindi di testimonianze accolte positivamente dalla difesa, ma che continueranno anche il 21 maggio quando è in programma l’udienza dell’ultimo teste chiamato dalla difesa di Rispoli. A seguire si procederà con le testimonianze difensive di Marco Prisciandaro, ex geometra dell’ufficio tecnico del Comune di Carpi, rappresentato dagli avvocati Manfredo Termanini e Cecilia Lancellotti.

Prima di giungere a sentenza, però, servirà ancora tempo perché a luglio è calendariata un’ulteriore udienza. Solo in quel momento sarà possibile indicare la conclusione di un processo tra i più discussi e complessi degli ultimi tempi che vede imputati anche diversi imprenditori. (fd)

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