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Monchio, il film sulla strage commuove

di Daniele Montanari
Monchio, il film sulla strage commuove

Pavullo. Proiezione di “Sopra le nuvole” all’Hotel Vandelli. La delusione per non essere arrivati alla distribuzione nelle sale

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PAVULLO. Gremito l’Hotel Vandelli per la proiezione del film “Sopra le nuvole”, che ripercorre la tragedia di Monchio attraverso i volti della gente del posto e di molti discendenti delle vittime della rappresaglia nazista del 18 marzo 1944 costata la vita a 136 persone. I giovani registi Sabrina Guigli e Riccardo Stefani, di Fontanaluccia e Boccassuolo, ma cresciuti alla scuola di cinema di Giovanni Veronesi, hanno portato sullo schermo la ferita indelebile della loro terra, nel confronto straziante tra la vita di campagna di prima, in una comunità povera ma serena, e l’orrore portato dalle truppe tedesche in pochi istanti. E il film colpisce davvero al cuore, come hanno testimoniato le reazioni delle quasi 200 persone accorse per l’evento, che ha richiesto due sale da proiezione.

A introdurre, il consigliere comunale Davide Venturelli, anima di un progetto storico che coinvolge le scuole medie (per loro proiezione dedicata il 30 maggio), che ha sottolineato come le vittime di questa strage «nulla avessero a che fare con la guerra» e quanto sia importante fare memoria attraverso la gente di quei luoghi, a partire dai registi. E il sindaco Romano Canovi ha rimarcato l’attualità del messaggio in un momento in cui nel mondo sembrano rivivere certi orrori. Poi ovviamente gli autori, che si sono gettati anima e corpo in questo progetto facendo un mutuo per potarlo a compimento, senza però riuscire ad arrivare nel circuito che era stato loro promesso: la pellicola nel 2008 doveva essere distribuita da Arancia Film, ma la casa poi preferì puntare su un altro film di stragi, “L'uomo che verrà”, uscito due anni dopo raccontando Marzabotto e ai due non restò altro che il porta a porta per promuovere il loro film, in maniera del tutto indipendente, peraltro con risultati eccezionali visti i pienoni riscontrati ad ogni proiezione e soprattutto i riconoscimenti internazionali: dalla menzione speciale al Festival di Ajaccio al premio di giuria al Saturno Film Festival, senza dimenticare le lacrime suscitate allo Shanghai International.

Eppure una programmazione in sala non c'è mai stata, né un passaggio tv: si sta tuttora cercando un’emittente interessata, sperando anche di trovare i fondi per il dvd. Incredibile, pensando alla vita pulsante racchiusa in questa pellicola. «Abbiamo voluto che fosse il film della gente – ha sottolineato la Guigli – interpretato con spontaneità tanto che fra i vari ciak abbiamo quasi sempre scelto il primo, perché era più bello. Ed è stata un’emozione grandissima vedere persone che per la prima volta si sono aperte raccontando la morte dei propri cari». «È importante fare memoria anche con un film, perché l'uomo si può ancora trasformare in una belva», ha rimarcato Stefani. Una ragione in più per portarlo al grande pubblico.

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