Rinaldi, Verrini e Simone tornano a casa
Il gip concede i domiciliari dopo oltre un mese di carcere. La procura farà appello e lunedì potrebbe interrogare i manager
Dopo oltre un mese di carcere Maurizio Rinaldi, Nicola Verrini e Francesco Simone possono riabbracciare le famiglie. Ieri sono usciti dal carcere di Sant’Anna per raggiungere le rispettive abitazioni dove resteranno ai domiciliari. Lo ha deciso il gip Andrea Romito, che ha comunicato la decisione dopo gli interrogatori di garanzia. Il giudice, pur respingendo l’istanza presentata dai legali di Rinaldi e Simone, in cui eccepivano il ritardo nella pronuncia del Riesame di Napoli, chiedendo quindi la scarcerazione, ha messo nero su bianco alcuni elementi fondamentali per consentire ai tre manager di lasciare il carcere.
Tre i macro argomenti toccati dal gip: è passato tempo dal provvedimento di custoria cautelare; è stato offerto un contributo importante seppur caratterizzato da diverse sfaccettature (le testimonianze non sono univoche, elemento fatto notare dai magistrati napoletani quando parlarono di incompleto pentimento); non c’è più rischio di inquinamento delle prove visto che Rinaldi, Verrini e Simone non ricoprono incarichi in Cpl.
«Decisione accolta con grande soddisfazione; è un omaggio all’equilibrio della magistratura modenese - spiegano i legali di Verrini, Massimo e Michele Jasonni - Abbiamo depositato un’istanza in cui ci si rende disponibili ad integrare le dichiarazioni semmai i magistrati lo riterranno necessario. Lo facciamo perché vogliamo venga restituita un’immagine corretta alla Cpl».
Ma in Procura la decisione del gip non è stata accolta di buon grado. «La Procura ha preso atto dell’ordinanza del Gip - ha detto Lucia Musti, all’Ansa - con cui, all’esito dell’interrogatorio di garanzia dinanzi allo stesso giudice, è stata disposta la misura degli arresti domiciliari per i tre indagati. Proporremo appello al tribunale del Riesame di Bologna, non condividendo le argomentazioni svolte dal giudice, anche in relazione alla gravità dei fatti contestati. E al delicato momento delle indagini preliminari nel quale il provvedimento si colloca». Lunedì, in teoria, erano programmati i primi interrogatori a Rinaldi e Simone in carcere: restano al momento confermati, ma al massimo si terranno in procura.
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