Zocca: gli ridanno il fucile dopo il litigio
ZOCCA. Aveva pesantemente litigato con la moglie, ma la riappacificazione era stata pressoché immediata tanto che non c’erano state querele di parte. Eppure per quello screzio, su comunicazione della...
ZOCCA. Aveva pesantemente litigato con la moglie, ma la riappacificazione era stata pressoché immediata tanto che non c’erano state querele di parte. Eppure per quello screzio, su comunicazione della Forestale e su provvedimento della questura, gli era stato ritirato il porto di fucile per uso di tiro a volo. L’uomo, F.B., difeso dall’avvocato Stefano Calzolari, ha però inoltrato ricorso al Tar di Bologna, che gli ha dato ragione.
«Il litigio con la moglie - scrivono i giudici - faceva parte di un dissidio occasionale, come può avvenire in ogni famiglia dopo 25 anni di matrimonio, che si era concluso con la pronta riappacificazione. Episodi analoghi non si erano mai verificati né prima né successivamente alla segnalazione della Forestale. Non può, quindi, dedursi da un episodio isolato che sia venuta meno quell’affidabilità che sola può giustificare la revoca discrezionale del porto d’armi». Inoltre il ricorrente è incensurato e non ha procedimenti penali pendenti. Con queste motivazioni il porto d’armi gli è stato riconsegnato. (fd)
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