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Al quinto arresto è arrivato il carcere

Al quinto arresto è arrivato il carcere

È da novembre che il focoso tunisino 26enne viene sorpreso da polizia e vigili a spacciare droga

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Questa volta è finito in carcere. Le forze dell’ordine nel giro di neanche sei mesi ci avevano provato a concedergli un po’ di riposo al fresco, in modo che potesse abbandonare, magari anche solo per un breve periodo, il suo incessante e fruttuoso lavoro di spacciatore. Ma tutte le volte che veniva arrestato o denunciato e portato in corso Canalgrande, usciva dalla porta principale con un “foglio di via”, un divieto di farsi vedere in giro per la città. Ma il quinto arresto, quello avvenuto l’altra sera ad opera di una Volante che, nell’arco dello stesso turno di servizio ha messo le manette anche a due ladri, gli è stato fatale. Ma attenzione, ha corso il rischio di cavarsela anche questa volta. Se non fosse che il precedente foglio di via o meglio divieto di dimora fosse stato mutato in una misura di custodia cautelare in carcere, lui poteva mettere nella sua bacheca personale ancora un ’altro foglio di via. Anche questa volta il “verdetto” per direttissima era stato quello a cui lui era abituato. Dunque la polizia ha dato applicazione alla misura del carcere grazie al provvedimento che era stato emesso precedente, mentre lui era in giro per la città a spacciare.

Il protagonista di questa vicenda è un tunisino di 26 anni, rimasto dunque a lungo impunito. Le sue gesta ebbero inizio a novembre quando fu preso per la prima volta dalla Municipale. Venne bloccato di nuovo il 23 marzo per spaccio di droga, dopo aver rotto lo specchietto dell'auto degli agenti di polizia ed averne ferito uno ad un braccio. Il 2 aprile viene nuovamente inseguito e arrestato mentre stava spacciando al’angolo tra le vie Spallanzani e Luosi. Ancora qualche giorno dopo di nuovo la Municipale lo incastra al Novi Sad mentre spaccia cocaina e lo denuncia.

Si arriva così all’altra sera quando la Volante , nel percorrere viale Jacopo Barozzi, incrocia due maghrebini in motorino. Riconosce il personaggio, inchioda, inverte senso di marcia e si butta all’inseguimento. la coppia si divide: uno, un marocchino, viene bloccato dopo un breve inseguimento al’altezza di dia ramgone. Addosso ha 42 grammi di hascisc.

L’altro, il “nostro” tunisino, per un po’ di rifugia in una vicina sala giochi. Ma commette l’errore di chiamare incessantemente al cellulare il complice e così, dopo un po’, viene rintracciato accolto a braccia a aperte dagli agenti. (s.to)

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